Venerdì 29.01.2010
A Losanna fra NVIDIA Tesla, calcolo e cardiologia
Considerazioni
Vi invito a guardare questo breve filmato prima di riprendere la lettura. Correvano gli anni '90 quando uno spot 3Dfx entusiasmò gli animi dei videogiocatori di tutto il mondo. Chip molto tecnologici, fino ad allora destinati quasi esclusivamente a compiti "nobili", trovavano la loro collocazione commerciale in prodotti mirati per l'appassionato di videogiochi, portando alla realtà schede video con potenzialità fino ad allora impensabili. Visto oggi il video appare quasi cinico, ma fa un certo effetto tornare agli albori del boom delle schede video, tempi in cui ATI, NVIDIA, Matrox e 3dfx erano sinonimo di puro gaming.
La storia ci ha riservato una sorpresa curiosa. Le GPU, nate come processori grafici per l'esperienza 3D in campo videoludico, si sono evolute, accrescendo in maniera esponenziale il proprio potenziale e strutturandosi in maniera molto differente dalle CPU dei nostri PC. Una "deriva genetica", potremmo definirla, che ha la curiosità di tornare a rendersi utile anche in altri campi.
La GPU, nata per un'esigenza tutto sommato frivola come quella del videogioco, sta trovando una seconda destinazione d'uso potenzialmente molto più nobile e impensabile fino ad una decina di anni fa. A prescindere dal marchio della GPU, sono molte le realtà in cui si sfrutta questa tipologia di chip per il calcolo parallelo, aprendo scenari davvero interessanti e forse non ancora del tutto sfruttati.
Quello riportato a grandi linee in questo articolo è solo un esempio di GPU che smette di giocare per dedicarsi a compiti più nobili. Considero personalmente un privilegio del mio lavoro il poter vedere e toccare con mano realtà di questo tipo, perché permettono di riparametrare molti discorsi che nascono intorno alla tecnologia.
Spesso mi sono trovato a domandarmi quale sia la reale utilità di una determinata potenza di calcolo, o se sia davvero necessario spendere così tanto denaro per lo sviluppo di chip al posto che investirli in altri settori. Eppure, quando mi trovo di fronte a certe realtà, sento che le mie riflessioni erano il frutto di una visione troppo ristretta. Allargando lo sguardo al di fuori dell'ambito domestico e videoludico, sono molteplici le mani che la tecnologia tende verso il nostro progresso. Quello che ho osservato e ho cercato di portare anche alla vostra attenzione è solo uno degli esempi, e sento di dire che E4 e NVIDIA avevano buone ragioni per insistere. Sia chiaro: il mio interesse e quello della redazione in genere è quello di far capire le potenzialità del GPGPU, a prescindere dai marchi.
Si ha poca percezione delle potenzialità di tale ambito, complici certi annunci da parte delle aziende un po' fuori target. Osannare il GP-GPU computing ad ogni occasione senza contestualizzarlo può rivelarsi un boomerang, che rischia di far associare all'acronimo qualcosa di astratto e tutto sommato lontano dall'interesse dei più.








