Martedì 16.03.2010
Game Day Microsoft e Imagine Cup: Napoli protagonista
Considerazioni della giornata - video
Ho pensato molto al messaggio da trasmettere in seguito a questa giornata. Ammetto che inizialmente ho dovuto vincere un po' di diffidenza, quella che sicuramente può essere nata in alcuni lettori. Joe Wilson, Evangelist Microsoft, gira per il mondo promuovendo iniziative come Imaging Cup, oltre alla possibilità di accedere gratuitamente, per gli studenti, a tutto l'ecosistema Microsoft Dreamspark, dando seguito all'iniziativa voluta da Bill Gates nel 2008. Una visione del mondo della programmazione in ambito accademico prettamente Microsoft-centrica, dunque, che sulle prime fa pensare ad un modo alternativo di farsi pubblicità a mezzo di concorsi e software gratuiti.
Sicuramente c'è questa componente e mi stupirebbe il contrario. Se ci fermassimo qui però, come detto in precedenza, sarebbe un articolo sterile e avvilente per chi scrive. Il messaggio che ho tratto da questa visita a Napoli va ben oltre, e mi ha aperto gli occhi su alcune realtà forse troppo trascurate o messe in poca luce dalla quotidianità.
Eventi come Imagine Cup, ma si può estendere anche ad altro, fungono da ponte fra il mondo accademico e quello del lavoro, anche in considerazione del fatto che serve da "vetrina" per gli studenti. Una vetrina che in passato ha saputo piazzare in diverse aziende, e non solo Microsoft, molti dei programmatori italiani più brillanti.
In aggiunta a questo ho notato una tendenza molto chiara, sia espressa da Joe Wilson, sia dal professor Peron. Il mercato del lavoro in ambito programmazione sta cambiando anche nel nostro Paese. Se da una parte rimane ancora forte la voglia del "posto fisso" all'interno di un'azienda affermata, anche nel nostro Paese si sta facendo largo la voglia di intraprendere una carriera in proprio, dando vita a progetti inizialmente piccoli ma con dinamiche di sviluppo del tutto imprevedibili, come accade spesso nel mondo tecnologico.
Microsoft, Apple, HP, Facebook, eBay, Yahoo sono realtà, prese a esempio fra molte, nate da idee di singoli, quando ancora erano studenti. Il più importante messaggio di Joe Wilson è stato proprio questo: invogliare chi studia a pensare più in grande rispetto al passato, cercando di mettere a frutto i propri sogni senza timori. Un approccio consolidato nella realtà USA ma che deve ancora essere del tutto assimilato in Italia. Certo, si potrà dire che il substrato USA è differente da quello italiano. Tutto vero. Mai come oggi però, quando da una finestra sul web si può vedere tutto il mondo, alcune differenze vengono annullate. Un invito quindi ad affrontare il percorso di studio non solo come fine ultimo di un diploma o di una laurea, ma come trampolino di lancio per pensare in grande, mettendo le basi a un percorso lavorativo, anche autonomo, che sembra essere quello con maggiori prospettive in ambito tecnologico.
Di seguito le interviste a Joe Wilson e al professor Adriano Peron. Buona visione.









