Il Cloud Computing in Italia: a che punto siamo? Giovedì 29.07.2010

Il Cloud Computing in Italia: a che punto siamo?

Autore: Andrea Bai   Categoria: Mercato

Intervista a Gabriele Carzaniga, Google Enterprise

Sull'argomento cloud, ed in particolare sulla situazione italiana, abbiamo avuto l'opportunità di porre qualche domanda a Gabriele Carzaniga, Sales Engineer Manager Sud Europa di Google, divisione Enterprise, per capire in maniera più approfondita come si stia muovendo il Cloud nella nostra penisola. Vi proponiamo di seguito l'intervista:

1) A cosa è dovuta questa differenza di passo tra la situazione italiana e quella europea in ambito di Cloud Computing? Il problema è pratico (risorse, costi, infrastrutture) o culturale (scarsa informazione, inadeguate competenze)?

Senz’altro la diffusione capillare del cloud computing richiede un’infrastruttura delle telecomunicazioni moderna ed efficiente e forse, da questo punto di vista, l’Italia non presenta ancora una situazione omogenea in tutte le sue parti. In ogni caso, gli effetti del modello cloud sono tutti positivi ed esso costituisce quindi una meta naturale e, in qualche modo, “inevitabile” per le aziende: permette di ridurre i costi dell’infrastruttura IT, di aumentare l’efficienza e l’efficacia, di migliorare e semplificare la collaborazione tra le persone, di aumentare la sicurezza e di liberare risorse tecniche da allocare su progetti strategici per la crescita del business. Certo, è necessario sposare un nuovo modello, ma ciò non ha impatti a livello organizzativo. L’unico vincolo che ancora rimane da superare è quindi solo di tipo culturale, ma anche su questo fronte – in Italia come altrove – nell’ultimo anno abbiamo riscontrato un’apertura sensibile, che nei prossimi 12 mesi è senz’altro destinata a tradursi in una grande accelerazione nell’adozione del Cloud Computing.

2) Cosa propone Google Enterprise per l'ambito Cloud Computing?

La nostra proposta per il cloud computing è Google Apps Premier, una suite di soluzioni web per la comunicazione e la collaborazione, che include anche servizi di sicurezza basati sulla tecnologia Postini con funzionalità di message filtering, crittografia e archiviazione sicura per ambienti aziendali di qualsiasi tipologia e in grado di operare con qualsiasi sistema di posta preesistente. La suite Google Apps è utilizzata da oltre 2,5 milioni di aziende nel mondo. La versione business – denominata Google Apps Premier - viene offerta su abbonamento a 40 euro per utente l’anno e comprende supporto telefonico e via email e un insieme di funzionalità per l’amministrazione e l’integrazione di Google Apps con le altre applicazioni aziendali. La suite include la webmail Gmail con mailbox da 25GB (circa 50 volte la capienza della casella di posta media di altre soluzioni), Google Calendar, Google Talk per l’instant messaging, la telefonia voice-over-IP e la video chat, Google Sites per la creazione di siti web collaborativi, Google Docs, che consente di lavorare in contemporanea in più persone su documenti, presentazioni e fogli elettronici e, infine, Google Video per la pubblicazione e condivisione di video internamente all’azienda. Tutte le informazioni di approfondimento si possono trovare al link del portale italiano di Google Apps Premier. Gli utenti di Google Apps Premier sono aziende di ogni dimensione e settore. In Italia, la suite è utilizzata da grandi aziende come Permasteelisa e dalle sedi italiane di Valeo e Rentokil Initial. A livello mondiale, le referenze più rilevanti per Google Apps Premier includono Motorola (20.000 account), Genentech (16.000 utenti), Jaguar Land Rover (15.000 utenti) e KLM Royal Dutch Airlines (12.000 utenti Apps attivati). Google Apps Premier è anche usato da realtà di medie dimensioni quali Fracarro Radioindustrie (600 account), il fornitore di servizi di vigilanza Sicurglobal (450 account), Digicamere e Camera di Commercio di Monza (circa 400 account), il produttore di gioielli Nomination (250 account), nonché da una lunga serie di piccole entità tra le quali l’agenzia fotografica Grazia Neri, APT Servizi (servizi alle imprese turistiche dell’Emilia Romagna), Comune di Medicina (Bologna), la società fornitrice di tecnologia per il settore dei trasporti E-Dea, il produttore di impianti di condizionamento per imbarcazioni Veco, il team della barca Mascalzone Latino e moltissimi altri.

3) Qual è la misura della riduzione dei costi derivante dall'adozione di soluzioni cloud-based rispetto a soluzioni tradizionali?

Il cloud computing è una soluzione semplice a una serie di problemi complessi che ogni azienda si trova ad affrontare. Esternalizzare applicazioni come la posta elettronica, ad esempio, consente di eliminare costi fissi quali quelli dei server e dello storage che la supportano potendo contare sulla sicurezza e la disponibilità di servizio di un fornitore, quale Google, per il quale questi servizi rappresentano parte del proprio core business. Consente inoltre di liberare tempo delle risorse IT, da dedicare ad attività per la crescita del business, piuttosto che al supporto. Permette, infine, di sperimentare forme innovative di condivisione delle conoscenze e collaborazione all’interno dell’azienda e con partner esterni e clienti. I clienti che in Italia già usano Google Apps Premier dichiarano risparmi che vanno dal 50 al 70% rispetto alle soluzioni precedentemente utilizzate. Ovviamente tutto dipende dalla specifica realtà. A questo proposito, invito le aziende a calcolare da sole risparmio realizzabile utilizzando un semplicissimo tool online che Google ha reso disponibile a questo link.

4) Quali sono gli scenari in Italia dove il Cloud Computing può essere applicato con efficacia?

Il Cloud Computing non si rivolge a nessun settore verticale in particolare, ma è adatto a qualsiasi realtà poiché le modalità di collaborazione che consente sono trasversali a qualsiasi esigenza e adattabili direttamente dalle aziende alle loro specifiche necessità di lavoro in team. Per le grandi aziende, il cloud computing significa aumento di efficienza ed efficacia e riduzione significativa di una parte dei costi dell’IT. Per le piccole realtà e le start-up significa, ad esempio, poter accedere a costi bassissimi a risorse un tempo riservate solo alle grandi organizzazioni. Gli attuali clienti di Google Apps comprendono PMI come aziende da migliaia di utenti. Servizi come quelli di Google Apps Premier possono aiutare qualsiasi azienda consentendo di coordinare il lavoro e le agende di tutti i dipendenti per eliminare qualsiasi sovrapposizione; aumentando la flessibilità grazie all’unificazione di email personale e aziendale con possibilità di collegarsi da qualsiasi postazione dotata di connessione a Internet in qualsiasi parte del mondo, leggendo le email, accedendo agli applicativi e condividendo in tempo reale i documenti con i colleghi. Per utilizzare la suite di Google non è necessario installare alcun software sui server e sui client aziendali, né aggiungere e manutenere storage, perché tutto viene gestito sui potenti server di Google e acceduto via browser dagli utenti da qualsiasi parte del mondo ove esista una connessione Internet.

5) Il Cloud Computing solleva dubbi e perplessità riguardanti la sicurezza dei dati: cosa temono di più le aziende italiane? Si tratta di preoccupazioni reali?

Nonostante qualcuno possa ancora avere dei dubbi, è ormai dimostrato che il cloud computing offre molte più garanzie per la sicurezza dei dati rispetto ai tradizionali sistemi IT. Google archivia le informazioni degli utenti nel modo più sicuro, tutti i dati archiviati e gestiti presso qualsiasi dei nostri data center nel mondo sono tutelati dagli stessi elevati standard e policy per la protezione della privacy. Nel nostro caso specifico, i dati relativi alle applicazioni cloud Google Apps viaggiano criptati e “spezzettati” tra molteplici server e dischi dei nostri data center. Ciò significa che nessuno può andare a violare un data center sperando di poter accedere ai dati dei nostri clienti. I dati sono inoltre replicati tra più data center anche per ragioni di ridondanza e disponibilità dei dati stessi. Questa struttura garantisce che i dati dei clienti siano disponibili in modo completo e intellegibile solo ai loro legittimi possessori. Va comunque detto che in questa nostra epoca la domanda corretta da porsi non dovrebbe essere “dove sono i miei dati?”, ma piuttosto “chi li conserva e come li protegge?”. Per gli utenti, la cosa davvero importante dovrebbe essere la trasparenza e la facilità di comprensione delle policy per la protezione dei dati dell’azienda, non il luogo fisico in cui risiedono i dati. I servizi cloud sono basati sul concetto che il fatto che i dati “viaggino e risiedano” nella nuvola consente agli utenti di accedervi e di condividerli da qualsiasi luogo, in ogni momento e da qualsiasi dispositivo connesso a Internet. E’ questa l’aspettativa che, nell’era di Internet, tutti hanno ed è questo che già accade normalmente quando, ad esempio, i nostri dati viaggiano da una parte all’altra del globo per completare una transazione con carta di credito.

6) Esiste un problema giurisdizionale legato al cloud? Gli stati occidentali già dispongono di leggi chiare in materia? Esiste il rischio che anche l'incertezza del diritto nel merito possa ostacolare la diffusione di questo nuovo paradigma?

Nonostante attualmente non esista ancora una legislazione specifica, Google aderisce ai principi sulla privacy stabiliti dalle normative internazionali in materia di privacy, trasferimento, sicurezza, integrità dei dati. La conformità con queste normative garantisce alle aziende e alle organizzazioni dell’Unione Europea che Google fornisce protezione della privacy dei dati “adeguata” e conforme a quanto stabilito dalla Direttiva sulla Protezione dei Dati della Commissione Europea.

Commenti (3)  

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Commento # 1 di: faber80 pubblicato il 29 Luglio 2010, 15:21
a che punto siamo ? con doppini di rame, 3g altalenante e fibra ottica ancora neonata e per pochi eletti (es. Vaticano)

ne riparliamo verosimilmente tra 10 anni, governo più, governo meno....
Commento # 2 di: amd-novello pubblicato il 04 Agosto 2010, 12:34
Si è questa la realtà vista senza tanti giri di parole
Commento # 3 di: theJanitor pubblicato il 05 Agosto 2010, 11:11
CC in Italia?
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