Da eredi a comprimari
Stando alle stime di iSuppli, il prezzo per le memorie NAND flash a tre bit per cella si manterrà mediamente sul valore di 1,20 dollari per l'intero quarto trimestre, per scendere ad 1 dollaro entro la fine dell'anno. Si tratterebbe così di una flessione importante rispetto ai livelli registrati nel corso del primo trimestre del 2010, quando il prezzo medio per le memorie a tre bit per cella si era assestato attorno agli 1,80 dollari, mentre le memorie Flash a due bit per cella erano quotate a 2,05 dollari. L'ultimo periodo in cui le memorie NAND Flash sono state al di sotto della soglia di 1 dollaro per GB risale al quarto trimestre del 2008, quando le memorie di tipo MLC erano quotate a 90 centesimi per GB.
Michael Yang, senior analist per iSuppli per ciò che concerne il mercato dello storage e delle memorie, ha dichiarato: "Nel momento in cui il prezzo delle memorie NAND cadde al di sotto della soglia di 1 dollaro alla fine del 2008, in molti hanno ritenuto si trattasse del segnale di avvio per lo storage basato su soluzioni a stato solido, permettendo alla tecnologia di essere competitiva, dal punto di vista dei costi, con le soluzioni tradizionali HDD. Durante i trimestri successivi il prezzo è però cresciuto per via della forte domanda e della bassa capacità produttiva, limitando così gli SSD al mercato server a bassi volumi, impedendo una larga adozione nei mercati business e consumer ad alto volume".
Nonostante tutto, la cautela è d'obbligo. Lo stesso Yang, infatti, sostiene che gli Hard Disk tradizonali hanno avuto modo, proprio in questi ultimi due anni, riguadagnare molto terreno grazie a prezzi in discesa e capienze in crescita. Gli SSD potrebbero pertanto avere grosse difficoltà a riportarsi al passo delle soluzioni tradizionali. Secondo Yang il prezzo per GB delle memorie NAND dovrebbe flettersi fino a 40 centesimi di dollaro entro il 2012, in maniera tale che un SSD da 100GB possa essere commercializzato ad un prezzo di circa 50 dollari, rendendo così lo storage basato su tecnologia a stato solido più interessante per il mondo consumer e corporate.
Parlando del mercato consumer è interessante notare come gli SSD non siano ancora usciti dalla fase di cosiddetta "early adoption". A tal proposito Eli Harari, fondatore, presidente e CEO di SanDisk Corporation, ha dichiarato al Flash Memory Summit dello scorso 9-11 agosto a San Francisco: "Costi e prestazioni sono i problemi. Saranno necessarie una o due generazioni prima che gli SSD possano diventare attraenti per il mercato di massa". La posizione di Harari, pertanto, coincide con quella già citata precedentemente di Mario Morales di IDC. Le opinioni di Harari e Morales sono sovrapponibili anche per quanto concerne il target: secondo Harari saranno i mercati emergenti, il mercato mobile e quello delle soluzioni e-book e tablet a rappresentare un fattore di traino per le unità a stato solido.
Nel corso del Flash Memory Summit qualche altra importante voce ha espresso il proprio parere in merito al mercato degli SSD: Andy Walls, responsabile della divisione System and Technology di IBM, ha dichiarto che gli SSD assumeranno un ruolo importante nei data center e in generale nel settore enterprise, in maniera particolare in quei segmenti di processi di transazione, analitica e applicazioni Java-enabled.
Walter Fry, Distinguished Member Technical Staff per HP, ha affermato: "Gli SSD non andranno a rimpiazzare gli Hard Disk, in quanto questi ultimi continueranno a conservare il primato in termini di cost-per-capacity". E sul fatto che il passaggio di consegne tra SSD e HDD sia solo una chimera, concorda anche Richard Tomasewski, responsabile della divisione Strategic Commodities Engineering per HP: "Non li vedo come un rimpiazzo per gli hard disk. Prima che possano realmente diffondersi sul mercato di massa devono diventare più affidabili e resistenti".









