Cloud e virtualizzazione: come cambierà l'end user computing secondo VMware

Cloud e virtualizzazione: come cambierà l'end user computing secondo VMware

Autore: Andrea Bai   Categoria: Software

“La cessione del supporto a Windows XP metterà molte aziende nella situazione di dover riconsiderare in che maniera offrire gli strumenti tecnologici ai dipendenti, portando ad una trasformazione dell'ambiente operativo”

Introduzione

8 aprile 2014: è questo il giorno in cui Microsoft cesserà tutte le attività di supporto ufficiale al sistema operativo Windows XP. Entro questa data tutte le aziende che ancora oggi si affidano a questo sistema operativo dovranno obbligatoriamente aver completato la migrazione verso una nuova piattaforma: un processo complesso che richiede ingenti attività di pianficazione nonché investimenti numericamente rilevanti. Molte delle aziende che ancora basano la propria infrastruttura IT su Windows XP si troveranno proprio in questi anni a dover decidere come proseguire il proprio cammino nell'ambito dell'End-User Computing (EUC): si tratta di un grosso nodo da sciogliere, poiché rappresenterà il modo in cui le aziende forniranno gli strumenti tecnologici ai propri lavoratori.

Nel corso degli ultimi anni si sono infatti affermati nuovi e diversi paradigmi tecnologici che hanno messo sempre più decisioni da prendere dinnanzi ai dipartimenti IT delle aziende. Molti utenti si aspettano di lavorare (o lo richiedono) con dispositivi multipli, la globalizzazione e la connettività hanno portato ad una "dispersione" della forza lavoro che il progresso delle tecnologie mobile provvede a riconnettere e a far collaborare. Adesso esistono il cloud e la virtualizzazione, con piattaforme ed applicazioni che possono essere distribuite e centralizzate, senza che l'utente possa percepire la differenza rispetto ad un ambiente di lavoro più "tradizionale".

Questa situazione porta ad una reale esplosione nelle possibilità di scelta, che di norma rappresenta una buona cosa. Ma così non è, dal momento questo mare di possibilità genera confusione e fa emergere numerose domande alle quali l'IT deve essere in grado di rispondere: gli utenti divengono più esperti e sofisticati, quanto e che tipo di supporto hanno bisogno? Possono e dovrebbero lavorare con i propri dispositivi e le proprie applicazioni? Come si concilia questo con i dati sensibili? Quali sono i nuovi rischi collegati a queste nuove tendenze? Quanto controllo deve avere l'IT nel rendere disponibili queste tecnologie agli utenti-dipendenti?

Si evince pertanto che l'end-user computing non è più un processo lineare di aggiornamento e sostituzione, come è stato fino ad ora, ma diventa un vero e proprio percorso attraversato da molteplici alternative. Alternative che spesso appaiono essere complesse e divergenti e per questo motivo ogni azienda si trova nella situazione di dover capire quale strada seguire e in quale momento, per ciascun gruppo di lavoratori. Ma questo è possibile ad una sola condizione: sapere quale sia la destinazione.


Brian Gammage, Chief Market Technologist per VMware

Quando si parla di virtualizzazione e cloud, che rappresenteranno i punti fermi sui quali si poggerà l'evoluzione dell'End-User Computing, non si può non trascurare la posizione di una realtà che attualmente detiene l'85% del mercato mondiale della virtualizzazione: VMware. E' Brian Gammage, Chief Market Technologist dell'azienda statunitense, che illustra quale sia la visione dell'azienda nell'ambito dell'End-User Computing, cercando di prevedere in che modo le aziende dovrebbero pianificare il proprio percorso per individuare in che modo affrontare i propri investimenti. Gammage sottolinea un concetto che deve essere tenuto presente per tutta la durata della fase evolutiva: l'End-User Computing non riguarda la tecnologia ma riguarda il modo in cui gli utenti lavorano tramite la tecnologia. E' per questo che decisioni sbagliate rischiano di ostacolare la produttività e la capacità di crescita di un'azienda.

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