Il futuro di AMD: focus su server e client, con lo sguardo alle architetture ibride Lunedì 06.02.2012

Il futuro di AMD: focus su server e client, con lo sguardo alle architetture ibride

Autore: Paolo Corsini   Categoria: Mercato

Financial Analyst Day 2012

Nella giornata di Giovedì 2 Febbraio AMD ha tenuto il proprio Financial Analyst Day 2012, evento che ha rappresentato per l'azienda americana l'occasione di delineare quella che sarà la propria evoluzione futura per gli anni 2012 e 2013. Accanto alle roadmap e all'indicazione dei futuri prodotti è stato possibile meglio capire quale sarà la strategia portata avanti dal nuovo CEO Rory Read, a capo dell'azienda da circa 5 mesi.

Oltre ad un taglio di circa il 10% della forza lavoro, i primi mesi di gestione da parte del nuovo CEO hanno portato ad importanti cambi nel management interno all'azienda. E' significativo evidenziare come tra gli executives che sono intervenuti al FAD quale speaker il più "anziano" sia il CTO Thomas Seifert, presente in AMD da circa 2 anni. Per Read questa riorganizzazione interna all'azienda permetterà ad AMD di riappropriarsi di quella agilità necessaria per operare in un mercato così difficile, potendo inoltre avere a disposizione maggiori risorse per ricerca e sviluppo rispetto a quanto fatto in precedenza.

Un termine che può venir utilizzato per sintetizzare quella che è la strategia di AMD per il biennio 2012-2013 è sicuramente "execution", cioè la capacità di definire una strategia di sviluppo futura e di rispettarne appieno le tempistiche indicate sulla carta. Ha poco senso pratico delineare numerose novità future all'interno delle proprie roadmap se all'atto pratico queste non si concretizzano in prodotti disponibili sul mercato, soprattutto rispettando le date inizialmente fornite.

Abbiamo pubblicato varie notizie su questo evento nella giornata di venerdì; con questo articolo vogliamo sintetizzare le linee guida di quella che sarà l'evoluzione futura di AMD.

L'importanza dei 28 nanometri

L'utilizzo di tecnologie produttive sempre più sofisticate ha permesso, nel corso degli anni, tanto a Intel quando ad AMD di mettere a disposizione di partner e clienti processori sempre più potenti e sofisticati, abbinando a questo una riduzione nelle dimensioni e nei consumi. Le roadmap delle soluzioni desktop e mobile di AMD prevedono il passaggio a tecnologia produttiva a 28 nanometri in pressoché tutte le tipologie di prodotti, fatta solo eccezione per le CPU desktop di fascia più alta che rimarranno a 32 nanometri anche nel 2013.

Affinché il passaggio alla nuova tecnologia produttiva avvenga in modo fluido per tutta la gamma di prodotti è indispensabile che il partner produttivo, GlobalFoundries, riesca a mantenere fede alla propria roadmap produttiva. Negli ultimi mesi sono emerse varie indiscrezioni circa un possibile passaggio della produzione di AMD, o quantomeno di una parte, alla taiwanese TSMC: nulla è trapelato durante il Financial Analyst Day 2012 ma pare difficile che questo possa avvenire in tempi rapidi. I design dei chip sono adattati alla fabbrica che ne curerà la produzione e non è così semplice poterli trasferire da una fonderia all'altra, soprattutto con tempi ridotti, anche se entrambe utilizzano la stessa tecnologia produttiva.

I problemi di Globalfoundries non hanno rappresentato una fonte di preoccupazione per AMD in occasione del FAD; vedremo entro la prima metà del 2012 al debutto le soluzioni Trinity, le prime APU di AMD costruite con questa tecnologia produttiva e di fatto alla base di tutte le prossime generazioni di architetture dell'azienda americana anche per l'anno 2013.

Un futuro con ARM?

La notizia che più ha colpito durante le presentazioni del Financial Analyst Day 2012 riguarda la strategia di AMD non più necessariamente legata ad una singola architettura, quella x86. L'azienda non ha delineato nello specifico quale sarà l'approccio da seguire, lasciando intendere come l'integrazione di architetture alternative in propri prodotti miri a soddisfare specifiche richieste da parte dei clienti.

AMD, in questo senso, vuole proporsi al mercato quale azienda che è dotata di varie tecnologie proprietarie, in ambito CPU come in quello GPU, da abbinare a proprietà intellettuali di terzi così che il tutto possa essere utilizzato per la creazione di soluzioni specifiche. Lo scenario ricorda quello delle soluzioni SoC, nelle quali differenti blocchi vengono abbinati a seconda del target di utilizzo, oppure quello del mondo delle console. Resta ancora da capire quali saranno le concretizzazioni effettive di questa strategia di AMD, benché quanto emerso nel corso delle presentazioni del FAD 2012 lascino intendere che sia il segmento delle soluzioni server quello che AMD guarda con maggiore attenzione quantomeno all'inizio.

AMD, pertanto, potrebbe utilizzare anche architetture ARM all'interno di propri sistemi, senza per questo voler entrare nel settore degli smartphone giudicato dal punto di vista economico poco interessante per via dei margini troppo ridotti rispetto ad altri.

Heterogeneous Systems Architecture

HSA, Heterogeneous Systems Architecture: è questo acronimo che AMD utilizza per indicare una sempre maggiore integrazione tra componente CPU e GPU a livello di architettura. Se con le soluzioni APU questi due componenti sono stati integrati all'interno dello stesso package, con l'evoluzione attesa per i prossimi anni vedremo una sempre maggiore unificazione dei due componenti con successive versioni che porteranno alla condivisione di numerose risorse.

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Come in molti altri ambiti, per il successo della Heterogeneous Systems Architecture di AMD sarà indispensabile una ottimale gestione della componente software: per l'utente, come per lo sviluppatore, l'hardware a disposizione dovrà essere visto come componente unica e sarà compito del software quello di differenziare il percorso di calcolo verso le differenti risorse di elaborazione messe a disposizione.

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Quello dell'efficienza diventa pertanto l'elemento chiave, permettendo ad AMD di mettere a disposizione architetture ibride per componenti che operino in parallelo. In questo approccio non manca anche la flessibilità data dal poter integrare anche componenti sviluppate da terze parti, in funzione di specifici acceleratori per particolari elaborazioni. Pensare ad un'architettura ARM a basso consumo integrata in una APU, che possa venir utilizzata quale unica risorsa di calcolo spegnendo del tutto le altre componenti quando la richiesta di elaborazione del sistema è ridotta al minimo, non è pertanto scenario da scartare a priori.

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