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Game Day Microsoft e Imagine Cup: Napoli protagonista

L'Università Federico II di Napoli ospita una delegazione Microsoft per la promozione dell'Imagine Cup, la cui finale italiana si terrà proprio nell'ateneo partenopeo. Molti gli spunti emersi nel corso dell'evento, fra cui quello dell'importanza dell'educazione e del percorso formativo, ma anche quello dell'iniziativa personale per i professionisti del futuro
Alessandro Bordin - 16 Marzo 2010

Pagina 1 - Introduzione

Napoli. Il caldo che ti aspetti, almeno per chi scende dal freddo Nord. Anche l'accoglienza è quella che ti aspetti, ritrovando quel calore della città nelle persone, allontanando l'immagine di una Napoli troppo spesso stereotipata dai media, impegnati a sottolinearne solo i lati negativi. Arrivando in Università rileggo il programma della giornata, che mi porta subito a chiedermi cosa ci sarà dietro l'invito Microsoft a partecipare alla conferenza che tale Joe Wilson terrà agli studenti dell'ateneo.

Ammetto di non averlo mai sentito sebbene sia un personaggio di un certo calibro, noto soprattutto negli ambienti universitari USA e non solo. Il tema comunque è interessante, poiché si tratta di un punto di incontro fra università e lavoro, a prescindere dai nomi in campo. In un Paese come il nostro, in cui spesso a separare i due mondi troviamo un vero e proprio baratro, iniziative di questo genere valgono un viaggio.

Eccoci qui dunque, fra le mura dell'Università, dove studenti di informatica e ingegneria informatica si sono riuniti per seguire la conferenza di Mr. Joe Wilson, che si inserisce nel contesto del Game Day, una mattinata di sessioni gratuite sullo sviluppo di videogiochi con tecnologie Microsoft. Ad aprire la conferenza il Prof. Adriano Peron, Presidente del corso di laurea in Informatica, che ha presentato agli astanti un Joe Wilson decisamente informale nell'abito e nell'aspetto. Non te lo aspetti, nonostante il titolo altisonante: Senior Director di Microsoft Corporation per l’area Academic Evangelism. Cerchiamo di capire chi abbiamo davanti, andando a definire quell' "Academic Evangelism" tanto chiaro al mondo anglosassone, ma che suona quasi blasfemo alle nostre latitudini.

"Evangelist", che ogni tanto compare sui biglietti da visita USA e UK, altro non è che il titolo dato a chi si occupa della promozione di una data azienda o iniziativa, una sorta di "promoter" di questo o quell'argomento. Il settore in carico a Mr. Joe Wilson è il mondo accademico, nel quale passa molto tempo per esporre da una parte i vantaggi delle proposte Microsoft in tema di programmazione (lavorandoci, è ovvio che lo faccia), dall'altro offre l'opportunità di promuovere iniziative di più ampio respiro, come per esempio Imagine Cup, di cui parleremo nella prossima pagina.

Pagina 2 - Imagine Cup

Imagine Cup è di fatto una competizione, sponsorizzata e supportata da Microsoft, alla quale possono partecipare studenti di tutto il mondo o quasi. Più avanti spieghiamo il quasi. Essenzialmente basata su una competizione di programmazione software, Imagine Cup cerca di stimolare la creatività dei programmatori per creare strumenti che permettano di superare i grandi problemi del mondo, in base ad una classifica ONU. Il tema è differente di anno in anno, mentre le selezioni vengono effettuate inizialmente a livello di Paese, per poi confluire nella finale mondiale, che in questa edizione 2010 si terrà a Varsavia, in Polonia. La finale italiana si terrà invece proprio a Napoli nella giornata del 20 maggio, ed è il motivo per cui quest'anno Joe Wilson si trova nella città partenopea.

Le finalità della competizione sono comunque molteplici, e vanno al di là della pura sfida fra team. Se nella realtà USA e anglosassone in genere il mondo accademico è vissuto a stretto contatto con le aziende in cui in futuro troveranno lavoro gli studenti, vi sono altri Paesi, fra cui il nostro, in cui la didattica è spesso distante dalle reali esigenze del mercato del lavoro. La realizzazione di progetti per Imagine Cup ha portato in passato alla creazione di lavori che, seppur non vincenti, hanno messo in mostra il talento di molti programmatori, successivamente assunti da aziende del settore, fra cui Microsoft stessa ma non solo.

Un'occasione all'interno della competizione quindi, motivo per cui motiviamo la stesura di questo articolo non tanto con la volontà di mostrare quanto è brava Microsoft ad organizzare questi eventi (sarebbe altrimenti un articolo sterile per il lettore e avvilente per chi scrive), quanto per trasmettere quella motivazione che dovrebbe spingere ognuno a realizzare il proprio sogno, trovando stimoli proprio dall'esperienza personale e di altri.

Per partecipare ad Imagine Cup occorre avere almeno 16 anni e risultare iscritto ad una "high school o College/university", che nel nostro Paese significa scuola superiore o ateneo, nel periodo compreso fra il primo gennaio 2009 e il 31 marzo 2010. Non sono ammessi ovviamente studenti che, in un modo o nell'altro, sono dipendenti o collaboratori Microsoft o di aziende sussidiarie, così come persone che hanno un parente stretto in contatto con le realtà appena nominate. Esclusi dalla competizione gli studenti in qualche maniera legati all'organizzazione della competizione, così come chi vive in un Paese attualmente sotto embargo (Cuba, Iran, Korea del Nord, Sudan e Siria). Si potrebbe avere da ridire su questa norma, ma non è certo la sede adatta; andiamo oltre analizzando le categorie nelle quali la competizione si articola.

Pagina 3 - I target di riferimento

Il tema del 2010 recita testualmente così: "Imagine a world where technology helps solve the toughest problems". "Immagina un mondo dove la tecnologia aiuta a risolvere le sfide più impegnative che ci attendono", ovviamente adottando una traduzione libera. Quali sono questi problemi? La lista è disponibile a questo indirizzo, direttamente dal sito dell'ONU. Si tratta di un programma mondiale con 8 obiettivi importanti, ognuno strutturato in Obiettivi precisi in un certo lasso temporale.

Siamo ovviamente di fronte a problemi molto gravi, alla risoluzione dei quali concorrono  svariati enti a livello globale con differenti iniziative. Imagine Cup è solo una di queste, e prendiamo questo articolo come spunto per elencarli brevemente.

1. End Poverty and Hunger (Porre fine alla fame nel mondo e alla povertà). Obiettivo apparentemente utopistico, diventa più attuabile pensando al primo target. Dimezzare, fra il 1990 e il 2015, la parte di popolazione che guadagna solo un dollaro al giorno.

2. Achieve universal primary education (garantire a tutti il primo livello di istruzione). Obiettivo: fare in modo che tutti, nessuno escluso, siano messi nella condizione di poter frequentare un primo livello di istruzione, a prescindere da sesso e area geografica.

3. Promote gender equality and empower women (promuovere l'equità fra i sessi  e dare più potere alle donne). Target: eliminare le disparità esistenti fra uomo e donna nei livelli di istruzione primaria e secondaria (2005, probabilmente non raggiunto), ed estendere questa uguaglianza a tutti i livelli di istruzione entro il 2015.

4. Reduce Child Mortality (ridurre la mortalità infantile). Target: ridurre di due terzi la mortalità infantile entro il 2015.

5. Improve maternal health (migliorare la condizione delle madri). Target: Ridurre di tre quarti il tasso di mortalità delle madri, un problema poco sentito in alcune zone geografiche ma una vera e propria piaga in altre zone del mondo.

6. Combat AIDS/HIV, malaria and other desease (combattere l'AIDS, la malaria e altre malattie). Target: fermare la diffusione delle malattie letali come AIDS e malaria e ridurne possibilmente la diffusione.

7. Ensure environmental sustainability (garantire la sostenibilità ambientale). Target: sensibilizzare la politica all'attenzione verso i problemi ambientali e ridurre al contempo gli sprechi di risorse.

8. Develop a global partnership for development (sviluppare accordi globali per lo sviluppo). Target: realizzare accordi per lo sviluppo tenendo conto anche delle differenti realtà e esigenze esistenti fra varie zone geografiche.

Ci si potrà chiedere in che modo un software o la tecnologia (Microsoft o no, non è importante) possa concorrere a risolvere o attenuare questi problemi. Il discorso è ovviamente complesso, ma gli sforzi di molti, compresi OLPC, Onel Laptop per Child, sono stati passi importanti per portare l'istruzione laddove prima non c'era. Anche molti altri strumenti, come WiMAX, stanno portando connettività in zone rurali un tempo completamente prive di ogni tipo comunicazione. Dove c'è possibilità di comunicazione ci sono anche maggiori chance di sensibilizzare la popolazione su problemi come la diffusione delle malattie e via dicendo.

Pagina 4 - Categorie Imagine Cup

Cinque sono le categorie che il programma di Imagine Cup propone. Vediamole brevemente.

Software Design: Un gruppo di massimo 4 studenti può concorrere per presentare, inizialmente a livello locale, una soluzione software particolarmente innovativa nella concezione e nella stesura del codice. I migliori progetti saranno selezionati per la finale mondiale di Varsavia. Premi in denaro di 25.000 Dollari al primo team classificato, 10.000 Dollari al secondo e 5.000 Dollari al terzo.

Embedded Development: questa categoria prevede la creazione di un ambiente hardware-software su dispositivi embedded. Viene fornito Windows Embedded CE 6.0 R3 e una piattaforma integrata. Come nel caso precedente, nella sede della finale mondiale di Varsavia il primo team riceverà 25.000 Dollari, 10.000 Dollari al secondo e 5.000 Dollari al terzo

Game Design: anche il mondo del gaming viene incluso nella lista delle possibili opportunità. Lo scopo, sempre di un team di massimo 4 persone, è quello di realizzare ex-novo un videogame, tenendo presente la tematica 2010. Un esempio potrebbe essere quello di creare un gioco accessibile anche ai disabili o che sensibilizzi su uno degli 8 Millenium Goals dell ONU. Non si chiede ovviamente un videogioco di quelli da Blockbuster: 3D o 2D non fa differenza. Premi in denaro identici alle categorie sopra elencate.

Digital Media: differente la natura del contest Digital Media, poiché viene richiesta la presentazione di un video che sensibilizzi sulle tematiche ONU. Il video, che è possibile realizzare in coppia, esula quindi dalla programmazione pura, per porre l'accento sul messaggio. Alla coppia vincitrice andranno 8000 Dollari USA, 4000 Dollari alla seconda e 3000 alla terza.

IT Challenge: quiz online, analizzare esigenze specifiche a livello di infrastruttura e proporre soluzioni sono alla base del contest IT challenge. Pensato per singoli studenti, la competizione prevede un premio di 8000 Dollari USA al vincitore, 4000 Dollari al secondo e 3000 al terzo.

Pagina 5 - Considerazioni della giornata - video

Ho pensato molto al messaggio da trasmettere in seguito a questa giornata. Ammetto che inizialmente ho dovuto vincere un po' di diffidenza, quella che sicuramente può essere nata in alcuni lettori. Joe Wilson, Evangelist Microsoft, gira per il mondo promuovendo iniziative come Imaging Cup, oltre alla possibilità di accedere gratuitamente, per gli studenti, a tutto l'ecosistema Microsoft Dreamspark, dando seguito all'iniziativa voluta da Bill Gates nel 2008. Una visione del mondo della programmazione in ambito accademico prettamente Microsoft-centrica, dunque, che sulle prime fa pensare ad un modo alternativo di farsi pubblicità a mezzo di concorsi e software gratuiti.

Sicuramente c'è questa componente e mi stupirebbe il contrario. Se ci fermassimo qui però, come detto in precedenza, sarebbe un articolo sterile e avvilente per chi scrive. Il messaggio che ho tratto da questa visita a Napoli va ben oltre, e mi ha aperto gli occhi su alcune realtà forse troppo trascurate o messe in poca luce dalla quotidianità.

Eventi come Imagine Cup, ma si può estendere anche ad altro, fungono da ponte fra il mondo accademico e quello del lavoro, anche in considerazione del fatto che serve da "vetrina" per gli studenti. Una vetrina che in passato ha saputo piazzare in diverse aziende, e non solo Microsoft, molti dei programmatori italiani più brillanti.

In aggiunta a questo ho notato una tendenza molto chiara, sia espressa da Joe Wilson, sia dal professor Peron. Il mercato del lavoro in ambito programmazione sta cambiando anche nel nostro Paese. Se da una parte rimane ancora forte la voglia del "posto fisso" all'interno di un'azienda affermata, anche nel nostro Paese si sta facendo largo la voglia di intraprendere una carriera in proprio, dando vita a progetti inizialmente piccoli ma con dinamiche di sviluppo del tutto imprevedibili, come accade spesso nel mondo tecnologico.

Microsoft, Apple, HP, Facebook, eBay, Yahoo sono realtà, prese a esempio fra molte, nate da idee di singoli, quando ancora erano studenti. Il più importante messaggio di Joe Wilson è stato proprio questo: invogliare chi studia a pensare più in grande rispetto al passato, cercando di mettere a frutto i propri sogni senza timori. Un approccio consolidato nella realtà USA ma che deve ancora essere del tutto assimilato in Italia. Certo, si potrà dire che il substrato USA è differente da quello italiano. Tutto vero. Mai come oggi però, quando da una finestra sul web si può vedere tutto il mondo, alcune differenze vengono annullate. Un invito quindi ad affrontare il percorso di studio non solo come fine ultimo di un diploma o di una laurea, ma come trampolino di lancio per pensare in grande, mettendo le basi a un percorso lavorativo, anche autonomo, che sembra essere quello con maggiori prospettive in ambito tecnologico.

Di seguito le interviste a Joe Wilson e al professor Adriano Peron. Buona visione.

VIDEO: Intervista a Joe Wilson, Academic Evangelist Microsoft
(per vedere il video, guardare la versione completa dell'articolo)

VIDEO: Intervista Prof. Alfonso Peron
(per vedere il video, guardare la versione completa dell'articolo)



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