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SaaS: arriva la rivoluzione nel panorama software

Il software come servizio e non più come prodotto: è questa la filosofia che si sta diffondendo nel settore del software, che può portare ad una vera e propria rivoluzione sul mercato. Vediamo insieme di cosa si tratta
Andrea Bai - 06 Agosto 2010

Pagina 1 - Introduzione

Abbiamo avuto modo, su Hardware Upgrade e su Business Magazine, di parlare più volte di Cloud Computing, l'ultima volta proprio la scorsa settimana con un articolo volto a fare luce sulla situazione italiana. Trattiamo oggi un argomento che ha molte attinenze con il mondo Cloud e che, al pari di quest'ultimo, sta iniziando a prendere piede: il cosiddetto "Software as a Service", che nel corso dell'articolo sarà spesso abbreviato con il termine SaaS.

Il Software as a Service rappresenta la nuova tendenza nella distribuzione delle applicazioni software, che cambierà completamente il suo sviluppo e la sua distribuzione per come li conosciamo ora. Le tradizonali applicazioni desktop ed enterprise "confezionate" potrebbero essere presto spazzate via dall'onda delle soluzioni web-based, che sollevano lo staff dei sistemi informativi dalla responsabilità dell'installazione, del mantenimento e dell'aggiornamento degli applicativi. Secondo alcuni analisti (e sono della stessa idea anche alcuni protagonisti del settore) il software confezionato cesserà di esistere in un futuro non troppo lontano. Per ora, a porre un freno a questa previsione così categorica, vi sono limiti tecnici e di business, ma l'aspetto importante da considerare è che la filosofia di fondo, e cioè la distribuzione, la gestione ed il pagamento del software più come servizio che come prodotto, si sta diffondendo tra tutti coloro i quali operano nel settore del software.

Come abbiamo appena accennato il SaaS vede alcuni significativi ostacoli anteporsi ad una reale diffusione a macchia d'olio. Il primo tra essi può essere la mancanza di chiarezza nella definizione degli stessi servizi software. Esiste un diffuso disaccordo sulle intrinseche caratteristiche del servizi e sulla stessa terminologia utilizzata per descrivere servizi e applicazioni. Seguono, ma non per importanza, le differenti forme di licenza rispetto ai modelli di business tradizionali, così come le necessità tecnologiche ed infrastutturali per poter permettere l'erogazione del software sottoforma di servizio.

Nel modello SaaS, l'applicazione-servizio è distribuita attraverso un datacenter centralizzato tramite una rete, fornendo l'accesso e l'utilizzo a seguito del pagamento di una tariffa periodica. Gli utenti possono noleggiare, abbonarsi, essere assegnati, avere l'autorizzazione ad accedere ad un'applicazione dal fornitore del servizio, ed i modelli di busines variano largamente a seconda del tipo di servizio, della modalità di erogazione, della fascia del cliente e via discorrendo.

Con questo articolo cerchiamo di offrire una serie di linee guida per identificare cosa sia il Software as a Service, quali siano i potenziali vantaggi, le necessità tecnologiche e le diverse opzioni di licenza che questo nuovo modello di buisness sta portando al mondo del software. In chiusura, con un'intervista a Marco Costa Territory Sales Manager di SafeNet Italia, cercheremo di dare uno sguardo più attinente al panorama attuale e alla situazione italiana.

Pagina 2 - Il SaaS visto dal vendor e dal cliente

Il SaaS: com'è visto dai vendor

Tra i principali sostenitori del concetto di SaaS vi sono alcune delle più importanti e influenti software house che si occupano della commercializzazione di software enterprise. Può sembrare paradossale, dal momento che il SaaS prende considerevolmente le distanze dal tradizionale modello di business conosciuto come "development and release", ben familiare alle stesse software house e ai loro clienti. Si tratta inoltre di un modello di business che comporta una serie di costi differenti, principalmente rappresentati dall'impegno verso i clienti a fornire aggiornamenti e prodotti con una certa frequenza e dal sacrificio dei pagamenti di costi di licenza per ampi volumi di utenti. Il SaaS, tuttavia, permette a queste realtà di giovare di una serie di benefici, individuabili sostanzialmente in tre aspetti:

1) Riduzione dei costi sostanziali della consegna del codice al cliente: l'hosting dell'applicazione permette al service provider di apportare più rapidamente eventuali modifiche all'applicazione del cliente con potenzialmente meno lavoro di debug rispetto a quanto accade con i metodi tradizionali.

2) Fatturazione periodica e ricorrente: un aspetto piuttosto attraente anche per gli sviluppatori, che in questa maniera possono contenere le variazioni di fatturato frequenti con i modelli di business ove si paga un prezzo elevato al momento delle installazioni e customizzazioni, ma piccole spese di mantenimento annuali.

3) I modelli di servizio web-based espandono considerevolmente la potenziale base d'installato per gli Independent Software Vendor, offrendo accesso all'intero mercato.

Ma le ragioni per intraprendere un cammino in direzione di un modello SaaS possono essere anche altre. I software vedor potrebbero infatti voler offrire migliori servizi online e di informazione al cliente, limitare i costi di configurazione del software, attrarre nuovi partner ed investitori, oppure ancora per spostarsi in direzione di un approccio al mercato più focalizzato sul web.

Il SaaS: com'è visto dal cliente

Abbiamo per ora parlato dei vantaggi che il SaaS può apportare a chi lo propone. Ma che genere di benefici può portare il modello SaaS al cliente? Nella sua forma più semplice, il SaaS permette ai dipartimenti corporate IT di spostarsi dagli application developers agli application users, liberando risorse di valore per altre aree critiche. Staff over-taxed può risparmiare i propri sforzi nella programmazione del software allo scopo di ricoprire un ruolo più strategico nella missione della compagnia. Le soluzioni SaaS offrono l'opportunità per le compagnie di identificare in maniera più chiara le proprie priorità IT e quindi scegliere le adeguate applicazioni ora offerte tramite un service provider.

Un servizio dato all'esterno può inoltre fornire un'infrastruttura superiore con una agilità ed una scalabilità di business migliorata, oltre a finestre temporali d'intervento molto più rapide. Infatti, un punto chiave di vendita del SaaS è rappresentato dal più breve periodo di tempo richiesto per installare ed implementare nuove applicazioni software. Sfortunatamente il mercato sta muovendosi così rapidamente e le nuove applicazioni sono implementate così velocemente che è molto difficile per le compagnie tradizionali mantenere il passo.

Realtà piccole spesso hanno infrastrutture IT di modeste dimensioni. Questi genere di utenza cerca di migliorare le proprie posizioni competitive con investimenti nel campo tecnologico, così che l'adozione di vari tipi di applicazioni di planning, produttività ed e-business possano aiutare a raggiungere nuovi livelli di crescita e sviluppo. Il problema di queste realtà sta però nella mancanza di risorse adeguate per approntare le nuove souzioni: ma questo aspetto rappresenta un importante stimolo per tutte le compagnie che offrono SaaS: aiutare le piccole realtà a condurre in porto strategie di business technology/internet-enabled.

Pagina 3 - Le tecnologie di erogazione e i modelli di licenza

Le tecnologie di erogazione

Non trattandosi di un modello di distribuzione tradizionale, i servizi SaaS richiedono una serie di tecnologie di supporto ed un appropriato ecosistema affinché possano operare in maniera efficiente. Ci sono quattro modalità principali che permettono di trasformare il software in un servizio, vediamoli di seguito:

1) Server-BasedCcomputing (conosciuto anche come "Thin Client"): in questo caso l'applicazione viene eseguita su un server, ma l'interfaccia utente è presentata attraverso un thin client all'utente finale. Gli utenti possono accedere all'output dell'interfaccia utente tramite un particolare programma client o all'interno di un browser.

2) Hosted Client Computing: l'applicazione viene eseguita sul desktop dell'utente ma è servita, in streaming, da un server. Quando l'utente ha terminato di utilizzare l'applicazione, questa è rimossa in maniera he non sia più disponibile sulla macchina dell'utente. Le più efficienti tecnologie HCC segmentano l'applicazione in maniera tale che solamente quelle porzioni di applicazione e dati che necessitano di essere eseguiti dall' applicazione sono inviati tramite la rete alla macchina dell'utente.

3) Web-based Application: si tratta dell'erogazione di applicazioni via html. Semplificando la logica di interfaccia utente e separando i dati applicazione dai dati utente, l'applicazione web è sviluppata per essere mantenuta su un server e visualizzata tramite un browser.

4) Applicazioni Java: Java permette alle applicazioni di includere una ricca miscela di funzionalità interattive e funzioni che le applicazioni di tipo web-based o html-based non sono in grado di offrire.

I modelli di licenza del SaaS

I servizi SaaS danno luogo ad una varieta di modelli di licenza (e conseguentemente di prezzi e costi) che potrebbero generare confusione. Soprattutto dal momento che piccole realtà o clienti singoli hanno esigenze piuttosto differenti dalle grandi aziende. Modelli di pagamento per-user o per-month, oppure ancora di tipo transaction-based, senza dimenticare i modelli ad abbonamento annuale. Per ogni realtà aziendale e professionale esiste una formula adatta. Vediamo insieme alcune delle possibilità:

1) Subscription-Based Model: un pagamento mensile è calcolato sulla base dei oftware realmente utilizzati ed sul reale numero degli utenti che ne fanno uso. Le sottoscrizioni sono di norma scritte su base per-seat o nominalmente

2)Usage-Based Model: il pagamento è determinato dall'uso dell'applicazione ed è tipicamente correlato a livelli di uso di tipo cosiddetto peak o near-peak. Il pagamento può essere collegato al numero di CPU (i clienti sono tariffati per ogni computer che esegue l'applicazione hostata).

3) Transaction-Based Model: gli Application Service Provider che forniscono soluzioni di online scheduling o prodotti simili possono scegliere di approntare la propria offerta sulla base della modularizzazione dei servizi. Più moduli verranno acquistati, più il costo sarà elevato.

4) Value-based (conosciuto anche come SharedRiskorRevenue): viene effettuata una previsione per definire se il software è necessario per raggiungere determinati obiettivi di business, ed il pagamento è collegato al raggiungimento di questi obiettivi.

5) Fixed-fee model: un'opzione secondo la quale un utente generalmente paga una somma mensile predeterminata, basata sul numero di utenti supportati, sui moduli di applicazione noleggiati, e sul livello di servizio e supporto specificato dal cliente.

Pagina 4 - Intervista a Marco Costa, Territory Sales Manager di SafeNet Italia

SafeNet è azienda leader nel campo della sicurezza dell'informazione, nella protezione dei dati (siano essi residenti, in movimento, in utilizzo) e nel campo della gestione delle licenze, con un ampio portfolio di soluzioni di sicurezza. SafeNet consente di proteggere dati aziendali, comunicazioni, transazioni finanziare e identità digitali attraverso un ventaglio di tecnologie di cifratura. Nel corso del 2007 l'azienda è stata acquisita da Vector Capital.

Per avere un'idea più approfondita di come si stia muovendo il SaaS sul mercato, anche nel panorama italiano, abbiamo posto alcune domande a Marco Costa, Territory Sales Manager di SafeNet Italia.

SaaS: che cosa spaventa le aziende che ancora non hanno investito in queste soluzioni?

Più che spaventate, alcune aziende guardano ancora con diffidenza al SaaS soprattutto perché ne hanno una conoscenza ancora superficiale e spesso trovano difficoltà nel capire sia le terminologie che la tecnologia utilizzata dalle applicazioni SaaS presenti sul mercato. Talvolta vi sono anche motivazioni infrastrutturali che ne frenano l’adozione: molte aziende non hanno ancora una connessione Internet a banda larga o addirittura in alcuni casi non ne hanno di nessun tipo, mentre ovviamente avere accesso a Internet è condizione necessaria per spostarsi verso soluzioni SaaS e per gestire al meglio tutto il traffico di dati.

Qual è la misura della riduzione dei costi derivante dall'adozione di soluzioni SaaS rispetto a soluzioni tradizionali?

Oltre ai costi iniziali ridotti, legati al fatto che la licenza non viene acquistata, vi sono anche dei risparmi dovuti all’aggiornamento del software e all’assistenza. Con il SaaS queste operazioni sono a carico del provider della soluzione che dovrà preoccuparsi di garantire il servizio attivo e funzionante 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, ma anche di mantenere il software costantemente aggiornato in modo tale che il cliente sia sempre nelle condizioni di utilizzare l’ultima versione.

Un altro aspetto importante che può incidere sulla riduzione dei costi è la flessibilità del modello di licensing offerto: le soluzioni SaaS infatti permettono alle aziende di attivare o chiudere licenze sulla base delle specifiche esigenze e quindi di adattarsi meglio ai cambiamenti del business. In questo Safenet viene in aiuto ai Software Vendor offrendo soluzioni che permettono di avere una politica di vendita che risponda alle specifiche necessità aziendali, a partire dalla possibilità di suddivisione del software in moduli e di applicare a ciascun modulo un meccanismo di licensing diverso.

Anche i termini delle licenze possono variare: esiste l’opzione Perpetua, ma è possibile anche avere licenze Time Period valide solo per un specifico periodo, oppure Pay-Per-Use legate all’utilizzo del software. In periodi economici particolarmente difficili poi, una delle soluzioni più richieste è il Try-And-Buy, utile per permettere ad un più ampio bacino d’utenza la prova del software. Queste opzioni permettono al Software Vendor di rispondere con un’offerta specifica alle varie richieste dei propri clienti, ma consente anche all’utilizzatore finale di scegliere la miglior soluzione d’acquisto del software calibrandolo sulle proprie reali esigenze e andando così ad ottimizzare i costi dell’investimento.

L'abuso di licenze: le aziende italiane sono sensibili all'argomento? SaaS: rappresenta un modo efficace per combattere l'abuso di licenze in ambiente enterprise? 

Le aziende italiane sono sensibili a questo argomento visto che la pirateria per le Software House significa perdita di fatturato, a maggior ragione in un periodo di crisi economica. Le soluzioni SaaS possono aiutare a combattere questo problema ma ovviamente da sole non bastano. Sembra banale, ma il vero valore del software sta nelle “Proprietà Intellettuali”, ovvero il know-how della software house. Safenet con “Sentinel Hasp” mette a disposizione delle Software House una soluzione per la protezione del software mediante crittografia AES e tecnologia anti-debugging. Questa soluzione consente inoltre di nascondere il codice per applicazioni .Net, impedendo il reverse engineering e la copia illegale. Successivamente permette una distribuzione protetta e controllata del software. Per la software House è così possibile creare un’offerta completa in grado di soddisfare le esigenze delle PMI ma anche delle realtà più grandi.

Quali sono i principali ostacoli per un software vendor nel proporre soluzioni SaaS? In che modo SafeNet viene loro incontro?

Non ci sono dei veri e propri ostacoli all’adozione di soluzioni SaaS: queste rappresentano più che altro un’evoluzione per il mondo del software e, come tutti i cambiamenti, richiedono un periodo di adattamento per le software house che lo propongono, ma anche per le aziende che devono ripensare al modo di acquistarlo. SafeNet supporta le software house offrendo loro prodotti che permettono di proporre ai clienti soluzioni sicure e flessibili.

Sentinel Hasp infatti, è l’unico prodotto sul mercato che permette, con un’unica protezione, di poter distribuire le licenze sia tramite chiave hardware USB (la cosiddetta dongle) che tramite chiavi software, questo senza dover gestire due differenti metodi di protezione. Nella sua ultima release, Sentinel Hasp 5.0, inoltre, SafeNet ha integrato una nuova funzionalità che la rende unica sul mercato: l’Anti Cloning della licenza in ambienti virtuali che evita di fatto la clonazione di una licenza software su più macchine virtuali. Una novità importante se si considera che, secondo una ricerca commissionata da SafeNet a Vanson Bourne, il 31% delle aziende ha già implementato almeno una soluzione di virtualizzazione, mentre il 45% prevede di farlo a breve. Infine, Sentinel Hasp supporta i principali linguaggi di sviluppo come C++, Visual Basic, .Net e Java ed compatibile con sistemi operativi Windows, Mac Os e Linux.

Le aziende come vedono il problema della sicurezza dei dati in ambito cloud? Che soluzioni propone SafeNet?

I timori relativi alla sicurezza nel cloud sono, a ragione, condivisi ancora da molti CIO, anche se sono sempre più consapevoli del fatto che spostare i dati verso questo ambito offre vantaggi espliciti soprattutto alle grandi imprese che dispongono di ingenti quantità di proprietà intellettuali: per questi soggetti lo storage rappresenta spesso un problema e la mobilità risulta essenziale per mandare avanti il business. Oggi i problemi legati ai rischi di perdita dei dati e alla compliance sono i principali inibitori dell’adozione di servizi in modalità cloud.

Per aiutare le aziende ad adottare il cloud computing SafeNet offre una serie di soluzioni per la protezione dei dati in ambienti cloud:

Token di autenticazione intelligente – Assicurare che solo gli utenti autorizzati possano avere accesso alle risorse cloud-based è fondamentale per i provider di servizi cloud come per le aziende. Le soluzioni di SafeNet per l’autenticazione a più fattori vanno proprio in questa direzione assicurando che solo le persone autorizzate possano accedere alle informazioni sensibili; questo è sicuramente un aiuto per sostenere il business e la produttività e per rinforzare la protezione dei dati, oltre che per contribuire alla riduzione dei costi.

Sicurezza delle chiavi di crittografia storage – Un’appliance hardware centralizzata gestisce le chiavi crittografiche, il controllo degli accessi e altre policy di sicurezza. Inoltre, una copia virtualizzata di questa appliance viene sviluppata nel cloud per replicare le policy e l’enforcement della sicurezza sui dati. Gli amministratori IT possono dettare policy basate su contenuti specifici, documenti o folder per avere la certezza che solo le persone autorizzate accedano ai dati sensibili. Gli HSM di SafeNet offrono chiavi di crittografia storage certificate FIPS e altri criteri standard di sicurezza previsti dalle normative US.

Sicurezza storage nel cloud di file, applicazioni e database — Le aziende hanno la necessità di utilizzare funzionalità di storage flessibile come possono essere quelle degli ambienti cloud. Grazie a SafeNet oggi possono archiviare in sicurezza i dati nel cloud utilizzando poi direttamante il cloud per il backup, il disaster recovery e l’archiviazione dei dati. SafeNet offre la protezione dei dati archiviati in file, applicazioni o database, attraverso un’appliance hardware che permette di centralizzare la gestione dei processi di encryption, delle chiavi, logging, monitoraggio, e amministrazione delle policy.



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