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Cloud e virtualizzazione, due priorità sempre più sentite

I due principali paradigmi tecnologici che stanno caratterizzando gli ultimi anni hanno ormai assunto il ruolo di priorità da non rimandare per le aziende dell'area EMEA. Si fa più diffusa la percezione dei benefici di trasformazione del business, invece che il mero contenimento dei costi
Andrea Bai - 25 Giugno 2012

Pagina 1 - Cloud computing, una comprensione di più ampio respiro

In occasione della recente tappa italiana, a Milano, di VMware forum, l'azienda di Palo Alto specializzata nella virtualizzazione e nelle infrastrutture cloud ha avuto modo di illustrare i risultati di un sondaggio che ha permesso di capire quale sia la visione del paradigma cloud nelle aziende, a livello europeo, e l'atteggiamento in prospettiva futura.

Global Cloud Adoption, questo il nome del sondaggio, è stato commissionato da VMware a IDG Resarch Services, che ha avuto modo di raccogliere le risposte di 1128 responsabili decisionali IT sparsi per 12 Paesi attorno al mondo. L'indagine è stata condotta con lo scopo di comprendere più a fondo quali siano le dinamiche che sottendono all'implementazione del cloud computing in azienda, le successive tecniche di implementazione, le sfide da affrontare ed i vantaggi successivi all'implementazione.

I risultati raccolti sono stati confrontati con quelli ricavati da un medesimo studio condotto nel corso del 2010, per capire come in questi due anni siano mutate le percezioni che circondano il mondo del cloud computing. Il primo dato interessante che emerge, con particolare riferimento all'area EMEA, è come gli intervistati abbiano indicato la volontà di investire in soluzioni cloud nell'arco dei prossimi 18 mesi quasi un terzo dei loro budget IT annuali.

I responsabili IT che sono attualmente impegnati nei processi di selezione e acquisto di soluzioni cloud computing affermano che il 31% dei budget destinati alla tecnologia è stanziato per il cloud: si tratta di un dato in aumento rispetto al 26% del 2012 e che rappresenta una dimostrazione di come le aziende siano attente all'implementazione di infrastrutture più agili e produttive. Nell'area EMEA è l'84% delle imprese a ritenere il cloud una scelta prioritaria, con oltre la metà, il 56%, che la giudica critica o essenziale per i prossimi 18 mesi. Spostando lo sguardo sulla situazione Italiana, l'80% degli intervistati ritiene il cloud una priorità, ed il 36% di essi la considera una elevata priorità.

Per quanto riguarda la tipologia di implementazione sono i cloud privati ad avere la meglio, nel 54% dei casi, seguiti dal cloud pubblico al 24% e da quello ibrido al 22%. In Italia la mini-classifica è identica, ma con rapporti di forza molto differenti: il 60% delle implementazioni sono cloud privati, il 32% cloud pubblici e l'8% riguarda i cloud di tipo ibrido.

E' sull'importanza degli strumenti di sviluppo che le PMI dell'area EMEA differiscono del resto del mondo, con la consapevolezza della loro importanza che resta staccata di almeno dieci punti percentuali rispetto alla media di ciascun caso, incluse funzioni come gestioni dei livelli di servizio (42% in emea contro il 51% globale), visibilità sui costi e gestione finanziaria (36% contro 47%) e disater recovery automatizzato (30% contro 42%).

E' opportuno osservare che i tool di gestione divengono più importanti man mano che il cloud inizia ad accogliere applicazioni di business, dal momento che aiutano a mantenere il corretto bilanciamento tra il controllo e la sicurezza sull'infrastruttura IT senza impedire la flessibilità e l'agilità propria dei servizi cloud. Le interfacce di cloud management devono diventare più intelligenti, automatizzando la maggior parte delle variazioni necessarie alla gestione delle risorse, compreso l'allestimento dei server e la gestione dello storage.

La virtualizzazione si riconferma una tecnologia essenziale: gli intervistati che hanno implementato il cloud computing in una sola divisione piuttosto che nell'intera azienda si sono rivelati sensibilmente più inclini rispetto agli altri a giudicare “molto importante” la virtualizzazione in quanto elemento abilitante per il cloud (81% contro 68%).

Molte realtà sono passate oltre la riduzione dei costi come motivazione principale all'investimento in progetti di cloud computing. Vengono invece maggiormente considerati gli aspetti trasformativi del business, come ad esempio il miglioramento alla produttività, un incremento dell'agilità del business o la business continuity.

Incrementare la produttività IT e migliorare l'agilità di business sono ora tra le principali motivazioni all'adozione del cloud computing in EMEA, a riprova della maggior comprensione dei benefici che il mutamento del business indotto dal cloud computing è in grado di portare all'azienda. A tal proposito è interessante osservare come il "mantra" della riduzione dei costi abbia perso di importanza scivolando al sesto posto nell'area EMEA, laddove invece a livello globale risulta ancora al terzo posto: una distonia che non fa che confermare come nell'area europea vi sia una maggior maturità a tal proposito.

Il controllo dei dati e la sicurezza rimane però la principale barriera al cloud computing in tutte le realtà attorno al mondo. Non si tratta di un dato sorprendente, dal momento che il controllo dei dati e la sicurezza saranno sempre una priorità fondamentale per le imprese e non solamente legate all'IT. A tal proposito però è opportuno osservare come una maggior domanda di applicazioni business come Exchange, Oracle e SAP affinché operino in ambiente cloud permetterà di portare il problema della sicurezza dei dati a livello di board, imponendo un mutamento dell'approccio al problema. I CIO si dovranno occupare sempre di più sulla sicurezza dell'accesso al dato, e sempre meno sulla sicurezza specifica del singolo dispositivo. E' questa l'unica via che può consentire alle organizzazioni IT di raggiungere quei livelli di efficienza, controllo e conformità necessari per la trasformazione del business ed il mantenimento della competitività sul mercato.

Su questo aspetto è intervenuto inoltre Alberto Bullani, Regional Manager di VMware Italia, affermando: “Il cloud non riguarda più soltanto la sfera del taglio dei costi e le applicazioni periferiche. Stiamo infatti assistendo a un cambiamento radicale nel modo in cui le aziende considerano le proprie infrastrutture IT – un approccio che ruota proprio intorno al cloud. Maggiore adozione è sinonimo di maggior controllo e necessità di gestione più attenta – soprattutto di fronte all'emergere dei cloud ibridi tra i modelli di riferimento. Oggi le aziende affrontano molteplici sfide. La necessità di mettere in collegamento persone, processi e tecnologie per vincere l'errata percezione del ruolo dell'IT all'interno dell'azienda diventerà vincolante per fornire i risultati richiesti e creare valore di business”.

Pagina 2 - Virtualizzazione, un passo irrinunciabile prima del cloud

Il fatto che la virtualizzazione, come accennato in precedenza, venga considerata una tecnologia ormai irrinunciabile è confermato da un ulteriore sondaggio condotto questa volta da Canalys, sempre su commissione di VMware, che ha sondato il polso dei partner di canale VMware per capire quale siano le tendenze legate a questo tipo di tecnologia.

Lo scenario è sempre quello della regione EMEA, ma in questo caso sono stati intervistati i senior decision maker di oltre 360 operatori del canale IT che propongono soluzioni per la virtualizzazione. Lo scopo dell'indagine è stato quello di evidenziare quali siano gli elementi abilitanti e gli ostacoli che hanno a che fare con l'adozione della virtualizzazione.

Le realtà SMB dell'area EMEA considerano al virtualizzazione una priorità di rilievo: l'adozione della virtualizzazione, almeno sencondo quanto affermato dai partner di canale, è destinata ad accelerare nel corso dei prossimi anni, con il doppio delle SMB che saranno virtualizzate per oltre l'80% nel 2014. Si tratta di una significativa opportunità per il canale dal momento che facendo leva su questo interesse nella virtualizzazione i partner di canale hanno la possibilità di crescere e guardare a progetti che naturalmente assorbono hardware addizionale, software e servizi per il beneficio di loro stessi e dei loro consumatori.

Tra i principali risultati della ricerca emerge come, tra le imprese intervistate, il 48% di quelle che hanno già adottato sistemi di virtualizzazione abbia già virtualizzato almeno l'infrastruttura IT di base. La tendenza dei prossimi due anni descrive il 75% delle PMI predisposte ad estendere i programmi di virtualizzazione in maniera tale da andare ad abbracciare anche le applicazioni business-critical e, ancor più importante, vi sarà il 38% circa di queste realtà che arriverà ad un livello di virtualizzazione superiore all'80%, sfruttando modelli di IT-as-a-Service, rispetto al 20% delle attuali realtà PMI.

Osservando i benefici, il 71% del campione concorda su quello che da sempre è stato visto come l'elemento chiave per il passaggio a soluzioni virtualizzate: la riduzione dei costi. Per il 64% vi è poi la necessità di garantire la continua operatività del business, mentre il 40% vede la possibilità di migliorare l'impiego delle risorse hardware. E' interessante osservare come questo si sposi adeguatamente con le priorità del business, con la riduzione dei costi, la business continuity e l'agilità del business a rappresentare i principali driver per le PMI dell'area EMEA. L'allineamento delle priorità del business con quelle dell'IT è un elemento positivo per le PMI dal momento che mostra che i driver tecnici della virtualizzazione sono in grado di supportare gli obiettivi di lungo termine delle compagnie.

E' interessante osservare come l'86% del campione concordi sul fatto che la virtualizzazione il cloud computing sono paradigmi strettamente connessi, a riprova di come stia crescendo la consapevolezza globale del passaggio dalla virtualizzazione al cloud computing. All'interno di queste, sono le realtà di più grandi dimensioni che sono più avanti in termini di adozione del cloud computing, emulando l'approccio adottato dai competitor più grandi.

“Le PMI riconoscono chiaramente i numerosi vantaggi offerti dalla virtualizzazione”, ha osservato Alastair Edwards, Principal Analyst di Canalys. “Le difficoltà dell'attuale scenario economico pesano sulle imprese che si trovano a dover fare molto spesso i conti con spese e costi. In questo contesto la virtualizzazione viene percepita come una soluzione in grado di garantire risparmi e benefici di business; per questo si prevede che da qui ai prossimi due anni le PMI registreranno un rapido tasso di adozione di questa tecnologia, ben consapevoli dei vantaggi prodotti dagli ambienti altamente virtualizzati. Le realtà più lungimiranti sono quelle che comprendono l'importanza di una connessione tra investimenti IT e priorità aziendali più in generale, e che di conseguenza scelgono di virtualizzare oggi per ottenere un vantaggio competitivo a lungo termine”.

Anche il passaggio alla virtualizzazione presenta però qualche ostacolo che, secondo quanto emerge dal sondaggio, sono identificati nei costi di avviamento (il 63% del campione) nella virtualizzazione non percepita come priorità di breve termine (41%) e nella mancanza di informazione sull'argomento (37%).

“Sono decine di migliaia le PMI della regione EMEA che hanno già intrapreso il percorso della virtualizzazione; un dato che la ricerca mette in evidenza ma che potrebbe essere solo la punta di un iceberg in termini di estensione e profondità di diffusione nelle PMI”, ha asserito John Churchhouse, EMEA SMB Director di VMware. “VMware ha ulteriormente intensificato l'impegno nei confronti delle PMI mettendo a punto l'iniziativa Real World Advantage e offrendo prodotti e bundle su misura per le specifiche esigenze di questo segmento di mercato. I partner hanno l'opportunità di collaborare con VMware per contribuire ad aumentare i livelli di conoscenza presso le PMI e di supportarle nel percorso verso la virtualizzazione e nel passaggio al cloud computing”.

“La virtualizzazione rappresenta una priorità di spesa per l’IT; il problema consiste nel fatto che spesso i CIO faticano a reperire i fondi per finanziare i progetti in questo ambito.”ha commentato Paolo Sito, Marketing Manager di Asystel. “Per quanto riguarda i business driver, la riduzione dei costi è sicuramente importante così come l’abilità di semplificare la gestione dell’infrastruttura. Per molti clienti è altrettanto fondamentale che l’infrastruttura abbia alti livelli di disponibilità. Anche consolidare il data centre contribuisce senz’altro a ridurre i costi. Meno hardware significa meno spese, minore impatto ambientale, minore spesa in termini di energia o raffreddamento. Molti clienti non conoscono ancora la virtualizzazione, quindi non toccano con mano i benefici che essa può portare all’IT; per questo è importante educare gli utenti affinché ne comprendano i reali vantaggi.”



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