Accordo tra AMD e Intel: alcune riflessioni 13/11/2009 ore 14:09

Accordo tra AMD e Intel: alcune riflessioni

Autore: Paolo Corsini Categoria: Server e Workstation
Approfondiamo ulteriormente alcune delle implicazioni dell'accordo tra AMD e Intel, soprattutto in termini di costi e di licenze per la produzione di architetture x86

Nella giornata di ieri, con una mossa a sorpresa, AMD e Intel hanno congiuntamente comunicato di aver raggiunto un accordo che, a fronte di un pagamento a favore di AMD e della regolamentazione di alcune procedure di business congiunte, ha portato al ritiro delle cause antitrust avviate da AMD contro Intel 5 anni fa, che sarebbero giunte finalmente in corte a partire dal mese di Marzo 2010.

L'elemento più appariscente dell'accordo è indubbiamente la controparte economica: 1,25 miliardi di dollari è una cifra assolutamente importante anche per un colosso come Intel, che può vantare una liquidità attoro ai 13 miliardi di dollari. A titolo di riferimento 1,25 miliardi di dollari è per Intel una cifra non molto lontana dal proprio utile trimestrale medio in questa difficile congiuntura economica.

E' evidente come una controparte economica di questo tipo sia stata attentamente valutata da Intel, e lasci immaginare la portata di quella che potrebbe essere stata la multa comminata a Intel in corte nel momento in cui fosse stata giudicata colpevole di pratiche antitrust. Vero è che i tempi di una causa avrebbero posticipato una eventuale multa molto in avanti, ma la politica seguita in questo caso è stata quella di preferire un pagamento certo ora piuttosto di un potenziale danno di ben più elevata portata.

Intel e AMD hanno inoltre delineato alcune procedure operative di business, che pongono dei vincoli all'operato commerciale di Intel; la ratio seguita è quella che le due aziende si comportino in modo onesto e corretto nel mercato, facendo in modo che nella dinamica commerciale siano gli elementi di forza di un prodotto o di una tecnologia ad avere la meglio sulla proposta del concorrente, non la costituzione di condizioni commerciali estremamene favorevoli per i partner di una delle due parti che non possono venir replicate dalle altre.

Paul Otellini, CEO di Intel, ha rimarcato nel corso della conferenza stampa di commento come per Intel non sia assolutamente un problema dover aderire a queste norme di comportamento. Quello che da oggi l'accordo vieta di fare non cambierebbe nulla nel modus operandi di Intel, già a detta di Otellini perfettamente allineata da sempre a queste linee guida che delineano uno scenario di rapporto concorrenziale ma di correttezza tra le due aziende.

Da non tralasciare, infine, l'impatto sull'operatività di GlobalFoundries dato dall'accordo. Intel ha infatti esteso i termini della propria licenza per l'utilizzo dei brevetti x86, autorizzando AMD a far produrre ad aziende terze non direttamente a lei collegate i propri processori, con la conseguenza di permettere a GlobalFoundries di operare come azienda autonoma e non più come sussidiaria di AMD. Questo permetterà da un lato a GlobalFoundries di potersi proporre sul mercato con maggiore autorevolezza come foundry player, e dall'altro ad AMD di considerare definitivamente conclusa la propria operazione di spin off della capacità produttiva.

A questo punto, a partire dal primo trimestre 2010, i risultati economici trimestrali di AMD terranno in considerazione solo il risultato di AMD Product Company, non dovendo più includere quelli di GlobalFoundries in quanto non più considerata azienda sussidiaria. Sarà inoltre interessante verificare se il "peso" di AMD nel consiglio di amministrazione di GlobalFoundries verrà riallineato alla partecipazione azionaria di AMD o se sarà mantenuto un diritto di voto del 50%. Propendiamo per la prima ipotesi, ora che non è più richiesto che GlobalFoundries operi come sussidiaria. Riteniamo inoltre altamente probabile che AMD possa cedere a Mubadala la propria quota di proprietà di GlobalFoundries, ricevendo da questo sia una ulteriore iniezione di liquidità sia, e questo è ancor più importante, il completamento della propria operazione di spin off di tutta la capacità produttiva diventando un'azienda completamente fabless.

Commenti (25) 

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Commento # 1 di: Ratatosk pubblicato il 13 Novembre 2009, 14:20
Paul Otellini, CEO di Intel, ha rimarcato nel corso della conferenza stampa di commento come per Intel non sia assolutamente un problema dover aderire a queste norme di comportamento. Quello che da oggi l'accordo vieta di fare non cambierebbe nulla nel modus operandi di Intel, già a detta di Otellini perfettamente allineata da sempre a queste linee guida che delineano uno scenario di rapporto concorrenziale ma di correttezza tra le due aziende.


Va da sé che se una qualunque autorità certificasse con una multa un'azione illecita di quelle già certificate ma relativamente ad un timeframe che si protragga fino al periodo di 5 anni coperto da questo accordo il contratto sarebbe nullo e Intel dovrebbe pagare nuovamente per evitare nuove cause...
Commento # 2 di: angel110 pubblicato il 13 Novembre 2009, 14:23
"..Quello che da oggi l'accordo vieta di fare non cambierebbe nulla nel modus operandi di Intel, già a detta di Otellini perfettamente allineata da sempre a queste linee guida che delineano uno scenario di rapporto
concorrenziale ma di correttezza tra le due aziende..."
Allora abbiamo scherzato, tutto il processo era solo un sogno.. ma per piacere.. sign. Otellini non ti crede nessuno neanche i tuoi impiegati che siccome tu sei il capo ti chinano la testa appena passi, figuriamoci noi.
Di fatto Intel ne esce davvero bene 1,25miliardi di dollari sono niente per lei..doveva pagare molto di più.

p.s.
Spero che AMD non esca del tutto da Global foundries no sennò come fa ad espandersi?
Commento # 3 di: Bastoner pubblicato il 13 Novembre 2009, 14:24
Come riporta Anandtech, non è detto che i processi si fermino, e potrebbe cmq arrivare una sanzione stellare.
Commento # 4 di: supertigrotto pubblicato il 13 Novembre 2009, 14:33
per quanto riguarda lo scambio

potrebbe essere che così facendo,anche nei proci amd venga incorporato l'hypertreading?
Poi si sono dimenticati di via,anche lei in un c erto senso è stata danneggiata,in particolare nel settore netbook
Commento # 5 di: coschizza pubblicato il 13 Novembre 2009, 14:46
Originariamente inviato da: supertigrotto
potrebbe essere che così facendo,anche nei proci amd venga incorporato l'hypertreading?
Poi si sono dimenticati di via,anche lei in un c erto senso è stata danneggiata,in particolare nel settore netbook


gia da tempo si sa che la prossima generazione di cpu amd ha una tecnologia simile a quella usata dall'intel
Commento # 6 di: AlexSwitch pubblicato il 13 Novembre 2009, 14:46
Strategicamente Intel, pur riconoscendo le sue colpe, risarcendo AMD e siglando un accordo sul " modus operandi " del commerciale, ha vinto!! Ha vinto perchè, nonostante l'esborso di denaro per le casse di AMD, Intel rimarrà l'unico produttore di CPU con fabbriche proprie, garantendosi tutta l'autonomia e flessibilità necessarie per le sue politiche commerciali!! AMD invece, come riportato nell'articolo, molto probabilmente si troverà a non poter più esercitare il suo peso e la sua politica per quanto riguarda l'investimento in impianti produttivi, con la conseguenza che perderà il controllo sulla sua politica di sviluppo e commerciale.
Quindi, a mio giudizio, il danno più grave ( la perdita completa degli impianti di produzione ) nei confronti di AMD non verrà riparato...
Commento # 7 di: Bluknigth pubblicato il 13 Novembre 2009, 15:03
Diciamo che AMD era con l'acqua alla gola sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista tecnoligo (parlo di CPU).

Probabilemte avesse anche vinto la causa contro Intel, sarebbe passato tanto tempo ed è probabile che avrebbe potuto fallire o venire acquisita.
Con questo accordo invece si è portata a casa un po' di soldi per mandare avanti la barcca e soprattutto licenze tecnoligiche che potrebbero rimetterla in corsa in breve tempo, un annetto o due, sul fornte performance.
Inoltre se Intel dovesse fare la "brava" non è detto che le quote di AMD non crescano sul mercato consumer (il cliente delle grosse catene spesso guarda il prezzo).

Da parte sua Intel se la cava con poco a livello finanziario. Penso che sia nettamente peggio il danno di immagine, perchè lo voglia o no questo accordo è un'ammissione di colpa...

Commento # 8 di: XMieleX pubblicato il 13 Novembre 2009, 15:16
Cavaliere Blu...

occhio a non trollare ; ) come fai a dire che AMD avrebbe potuto fallire prima della fine del processo?
cmq hai fatto una disamina abbastanza imparziale...

che intel faccia la brava in effetti non è scontato, così come non è scontato che anche in questa ipotesi AMD sarebbe in grado di produrre soluzioni competitive, come fa già per le soluzioni "cheap", anche nelle fasce high-end e enthusiast

speriamo che questa storia ravvivi la concorrenza
Commento # 9 di: Bluknigth pubblicato il 13 Novembre 2009, 15:34
@ XMieleX

Scusa ma ho usato il condizionale nei verbi non per niente....

Non ho scritto altrimenti AMD sarebbe fallita. Non ho detto In un paio di anni tornerà ad avere prestazioni migliori.

Ho usato: avesse , sarebbe, dovesse, non è detto.

L'unica cosa su cui ho usato l'assoluto è il fatto che Intel ha ammesso la sua colpa, e per me questo è un danno di iimagine.

In ogni caso non mi sembra di aver trollato, anchese ammetto di aver difficoltà a capire cosa significhi.

Per tornare in tema, non mi spaventa il fatto che AMD sia senza fabbriche.
Questo le lascierebbe la possiblità di stringere accordi con le aziende produttrici che nei vari momenti offrono la migliore tecnologia.
Avere fabbriche che ogni 5 anni devono essere riconvertite per il processo di produzione è un investimento non da poco.
Nvidia senza fabbriche aveva quasi mandato kappao ATI.
Commento # 10 di: waccos pubblicato il 13 Novembre 2009, 15:34
se AMD diventa fabless la concorrenza ad intel sul campo "produzione" la farà GF(che nn sta per Grande Fratello) XDDD
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