16/06/2011 ore 15:42
Acer dimezza le stime di vendita dei tablet PC per il 2011 e riduce il personale
L'offerta in ambito tablet PC corre su due binari differenti. Da una parte il leader di mercato, Apple, che con i propri iPad e iPad 2 ha saputo anticipare, se non creare, una delle tendenze più forti del mercato attuale. Sull'altro binario, a dir la verità con diversi ostacoli, il resto della concorrenza, che non ha ancora saputo trovare un punto di incontro per invogliare l'utenza a scegliere i propri prodotti con l'opportuna convinzione.
Il problema non è certo hardware, poiché la quasi totalità della concorrenza di iPad vanta caratteristiche che nulla hanno da invidiare ad iPad e, anzi, sono spesso più complete. L'empasse è stata fino a poco tempo fa soprattutto sul software e sull'interfaccia utente, l'arma in più di Apple. Soluzioni basate su sistemi Microsoft Windows e su diverse versioni di Google Android, con applicazioni più o meno funzionanti a seconda della release, hanno portato molti utenti ad attendere giorni migliori per l'acquisto di un tablet PC non iOS. Ora con Android Honeycomb tutto sembra volgere al meglio, ma rimane davvero grande il gap da colmare in termini di market share.
Si può trovare in questa situazione uno dei motivi per cui i produttori di tablet PC come Samsung, Motorola, RIM a Acer abbiano ridotto drasticamente le stime di vendita dei propri dispositivi. Soffermandoci su Acer, perché di questa azienda abbiamo un aggiornamento recente riportato da Digitimes, le stime vengono praticamente dimezzate. Si passa dai 5-7 milioni di pezzi previsti per il 2011 a circa 2,5-3 milioni, pur confermando la certezza che il momento della "riscossa" arriverà.
Il chairman di Acer, J.T. Wang, si dice convinto che l'utenza media, messa nelle condizioni di scegliere soluzioni veramente a punto, preferirebbe di gran lunga un sistema aperto come quello del mondo Android, piuttosto che "subire" il volere degli ingegneri che decidono tutto per loro. Il riferimento al concorrente iPad è ovvio.
Mr. Wang ne approfitta anche per parlare della situazione Acer in generale, affermando che è pianificata una riduzione delle scorte in vista del ridimensionamento delle vendite, così come una riorganizzazione interna a livello di organico, che porterà purtroppo alla perdita di 300 posti di lavoro nell'area EMEA, ovvero Europa, Medio Oriente (Middle East) e Africa.








