Al ribasso le stime per il 2009 secondo Gartner 25/03/2009 ore 09:41

Al ribasso le stime per il 2009 secondo Gartner

Autore: Paolo Corsini Categoria: Mercato
Non c'è da attendersi un andamento del mercato in ripresa almeno per 2009 e metà 2010, secondo le stime diffuse da Gartner

Stando alle analisi dell'istituto di ricerca Gartner, il mercato dei semiconduttori non giungerà ad una ripresa sostenuta e continuativa della domanda di mercato, a livello globale, prima del terzo trimestre 2010. Quello che ci attende, secondo le stime, è più di 1 anno di domanda inferiore alle stime, compressa dalla crisi del credito internazionale.

Il periodo peggiore di questa fase di contrazione sembra sarà proprio quello nel quale ci troviamo in questo momento, cioè il primo trimestre 2009; nei trimestri successivi lo scenario non è destinato a cambiare che in misura marginale, quantomeno per tutto il 2009 e per la prima metà del 2010.

L'approccio di Gartner in questa analisi è decisamente conservativo ma considerando come si sta comportando l'economia internazionale in questo periodo si può aggiungere che la prudenza, in questo caso, non sia mai troppa. Anche per la stagione di vendite natalizie del 2009, ciclicamente quella caratterizzata dai maggiori volumi, ci si attende una propensione all'acquisto limitata da parte dei consumatori con riferimento a prodotti di elettronica.

Si prevedono interventi straordinari da parte del governo cinese per dare supporto alle aziende produttrici in questa difficile congiuntura economica. La continua riduzione delle scorte di magazzino andrà inoltre a creare fenomeni di forte domanda, e quindi di produzione superiore alla norma, per alcuni specifici periodi. A fronte della domanda incrementata, infatti, i venditori tenderanno a ripristinare un volume minimo di scorte di magazzino in tempi rapidi, con la conseguenza di generare una domanda più elevata ai produttori.

Fonte: EEtimes

Commenti (5) 

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Commento # 1 di: tmx pubblicato il 25 Marzo 2009, 10:08
Questa crisi sta modificando il modello di consumo delle persone che, ora più di prima - senza soldi - comprano quando gli si rompe ciò che avevano...

è un ritorno al passato!
Commento # 2 di: Bulfio pubblicato il 25 Marzo 2009, 11:48
E finalmente, aggiungerei io!
La crisi si sente, eccome, e da lavoratore non dovrei dire questo; ma da cittadino dico "finalmente"!! Il modello di consumismo sfrenato aveva raggiunto limiti invalicabili per i più: è impossibile pensare che il cittadino medio possa cambiare auto (il cui prezzo medio è tranquillamente superiore ai 20k &#8364 ogni 3 anni...
Un'auto deve durare per almeno 150k-250k km; e lo stesso vale per l'elettronica di consumo, dove i componenti vengono scelti di qualità scadente per risparmiare e dopo 3 anni sono da buttare.
E' ora di finirla, e probabilmente questa crisi taglierà le gambe a tutto ciò...almeno si spera...
Commento # 3 di: LZar pubblicato il 25 Marzo 2009, 12:28
Originariamente inviato da: Bulfio
E finalmente, aggiungerei io!
La crisi si sente, eccome, e da lavoratore non dovrei dire questo; ma da cittadino dico "finalmente"!! Il modello di consumismo sfrenato aveva raggiunto limiti invalicabili per i più: è impossibile pensare che il cittadino medio possa cambiare auto (il cui prezzo medio è tranquillamente superiore ai 20k €) ogni 3 anni...
Un'auto deve durare per almeno 150k-250k km; e lo stesso vale per l'elettronica di consumo, dove i componenti vengono scelti di qualità scadente per risparmiare e dopo 3 anni sono da buttare.
E' ora di finirla, e probabilmente questa crisi taglierà le gambe a tutto ciò...almeno si spera...


Ho più paura che i componenti verranno scelti di qualità ancora più scadente per avere prezzi ancora più bassi e dopo DUE anni saranno da buttare ...
Commento # 4 di: g.luca86x pubblicato il 25 Marzo 2009, 13:00
"La continua riduzione delle scorte di magazzino andrà inoltre a creare fenomeni di forte domanda, e quindi di produzione superiore alla norma, per alcuni specifici periodi. A fronte della domanda incrementata, infatti, i venditori tenderanno a ripristinare un volume minimo di scorte di magazzino in tempi rapidi, con la conseguenza di generare una domanda più elevata ai produttori."

Sbaglio o questa sembra la logica di uno schizofrenico? Anche se riduco le scorte di magazzino e la domanda è in calo come cacchio fa a generare una domanda più alta? ma siamo scemi? questi sono i soliti ragionamenti contorti da alta finanza (e guarda dove siamo ora...). Secondo loro il mercato sarà in crisi fino al 2010 perchè si preferirà tenere meno in magazzino la merce e venderla appena arriva dal produttore? Ma che cacchio vuol dire? Lo studio lo ha fatto una scimmia centralinista?
Commento # 5 di: LZar pubblicato il 25 Marzo 2009, 14:56
Originariamente inviato da: g.luca86x
"La continua riduzione delle scorte di magazzino andrà inoltre a creare fenomeni di forte domanda, e quindi di produzione superiore alla norma, per alcuni specifici periodi. A fronte della domanda incrementata, infatti, i venditori tenderanno a ripristinare un volume minimo di scorte di magazzino in tempi rapidi, con la conseguenza di generare una domanda più elevata ai produttori."

Sbaglio o questa sembra la logica di uno schizofrenico? Anche se riduco le scorte di magazzino e la domanda è in calo come cacchio fa a generare una domanda più alta? ma siamo scemi? questi sono i soliti ragionamenti contorti da alta finanza (e guarda dove siamo ora...). Secondo loro il mercato sarà in crisi fino al 2010 perchè si preferirà tenere meno in magazzino la merce e venderla appena arriva dal produttore? Ma che cacchio vuol dire? Lo studio lo ha fatto una scimmia centralinista?


In pratica: in situazioni in cui sei incerto sull'andamento della domanda, tendi a tenere un magazzino molto "corto" per non correre rischi. Appena hai sentore di un ritorno della domanda, devi reintegrare le scorte il più in fretta possibile per poterne approfittare prima che lo faccia qualcun'altro, fare i prezzi più convenienti possibile e così via.

Il risultato è una domanda "maniaco-depressiva" ai produttori, con periodi di assenza di domanda alternati a periodi di richieste pressanti.

Quello che dice la notizia è che ci sarà [U]in media [/U]una domanda ridotta, costituita da periodi di domanda 0 alternati a periodi di domanda intensa piuttosto che da una domanda costante ma bassa: è una situazione difficile da gestire per un produttore, che non può dimensionare le sue risorse con un piano a lungo termine e deve letteralmente vivere alla giornata sperando di sfruttare al meglio gli sprazzi positivi per compensare le perdite dei momenti di vuoto.
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