Alimentazione wireless? Non proprio fantascienza... 16/11/2006 ore 16:39

Alimentazione wireless? Non proprio fantascienza...

Autore: Andrea Bai Categoria: Software
Un gruppo di ricercatori del MIT ha avviato un progetto per lo sviluppo di un particolare sistema in grado di distribuire corrente elettrica senza cavi

Una delle principali tendenze della tecnologia, manifestatasi con violenza soprattutto nel corso degli ultimi anni, è rappresentata dalla volontà di andare sempre più in direzione di un mondo libero da cavi.

Moltissime tecnologie, IrDA prima, Bluetooth poi, Ultrawideband domani, hanno il preciso obiettivo di realizzare dispositivi che possano interoperare tra loro senza la necessità di alcun vincolo fisico posto dalla lunghezza dei cavi di collegamento. Sebbene ciò sia possibile di fatto per quasi tutti gli impieghi di trasferimento dati, resta ancora un baluardo da attaccare: i cavi di alimentazione.

Anche quest'ultima fortezza però, è in procinto di essere assediata. Un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, guidato dal professor Marin Soljacic, sta studiando un particolare metodo che basandosi sul principio della "evanescent coupling" possa permettere di realizzare dispositivi in grado di alimentare e alimentarsi senza vincoli "wired".

L'evanescent coupling (letteralmente: accoppiamento evanescente) è un effetto mediante il quale è possibile realizzare un trasferimento di energia, nella fattispecie onde elettromagnetiche, sfruttando i campi magnetici evanescenti, ovvero campi il cui effetto decade in modo esponenziale alla distanza dall'origine del campo stesso. Per far sì che ciò accada è necessario utilizzare delle "guide d'onda", ovvero delle stutture che permettono di veicolare e delimitare un campo elettromagnetico, e posizionarle in modo ravvicinato tra loro, in modo tale che il campo magnetico proprio di una guida non decada in modo marcato in prossimità dell'altra guida.

Dal momento che il primo principio della termodinamica è ancora inviolato ed inviolabile, è ovviamente necessario che una delle due guide d'onda, nella fattispecie il dispositivo di alimentazione principale, sia fisicamente collegata alla rete elettrica. Il progetto è infatti volto a creare un dispositivo che traendo energia dalle normali linee elettriche la possa distribuire all'interno di un ambiente senza la necessità di dover effettuare collegamenti via cavo.

Grazie ad un particolare circuito provvisto di induttori e condensatori, la corrente elettrica che vi fluisce all'interno è in grado di generare un campo magnetico caratterizzato da una ben definita frequenza di risonanza e che può estendersi fino a circa cinque metri dall'antenna. La corrente, tuttavia, resta "intrappolata" all'interno di questo circuito.

Solo nel momento in cui viene posto nelle vicinanze un secondo dispositivo (la seconda guida d'onda) la cui antenna è caratterizzata dalla medesima frequenza di risonanza del dispositivo principale si viene a creare un trasferimento di energia che consente così di ricaricare e/o alimentare il secondo dispositivo.

Il gruppo di ricerca del MIT ha presentato il progetto all' Industrial Physics Forum di San Francisco lo scorso 14 Novembre. Si tratta per ora di un progetto solo "su carta", dal momento che non è ancora stato realizzato alcun prototipo funzionante ma solamente una serie di simulazioni virtuali che tuttavia sembrano confermare la validità del progetto stesso.

Fonte: New Scientist Tech

Commenti (122) 

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Commento # 1 di: daedin89 pubblicato il 16 Novembre 2006, 16:49
mi sbaglio o...questo gia succede con parekki elettrodomestici??
Commento # 2 di: ReverendoMr.Manson pubblicato il 16 Novembre 2006, 16:53
Per me si perde troppa energia durente le fasi di viaggio della "corrente" per cui la spesa non vale l'impresa. Magari per qualche applicazione particolare potrebbe essere utile, però al momento non mi viene in mente niente
Commento # 3 di: Raid5 pubblicato il 16 Novembre 2006, 16:53
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upg
Dal momento che il primo principio della termodinamica è ancora inviolato ed inviolabile, è ovviamente necessario che una delle due guide d'onda, nella fattispecie il dispositivo di alimentazione principale, sia fisicamente collegata alla rete elettrica.


Il primo principio della termodinamica?
Che c'entra questo principio? E perché mai dovrebbe vincolare la prima guida d'onda alla rete elettrica?
Mi pare che quel paragrafo sia completamente fuori luogo.
Commento # 4 di: marino7 pubblicato il 16 Novembre 2006, 16:54
Originariamente inviato da: daedin89
mi sbaglio o...questo gia succede con parekki elettrodomestici??

spero che le frequenze siano un po' diverse...
Commento # 5 di: k4rl pubblicato il 16 Novembre 2006, 16:55
se non ti fanno venire il cancro o altro questa cosa è na figata

cmq più che a questo che mi sembra una tecnologia dispendiosa, poco efficente e con risultati non così elevati ho sentito parlare di batterie a vibrazioni

cioè di batterie che si ricaricano con le vibrazioni che ricevono dall'ambiente (un po' tipo gli orologi), con tutte le vibrazioni che fanno le ventole dei PC sarebbe ideale

Cmq come al solito il progetto era di un università italiana che non aveva le disponibilità x svilupparlo-.-
Commento # 6 di: brikkio pubblicato il 16 Novembre 2006, 16:56
STANDARD

Grandissima scoperta... ma... se piuttosto che illuderci di eliminare i cavi d'alimentazione... standardizzassero le batterie così da utilizzare un solo GROSSO alimentatore per caricare portatile, 2 telefonini, palmare, ecc...
Parlo di un alimentatore con più uscite IDENTICHE in parallelo.

E' così difficile da standardizzare ????????

Aspettiamo e becchiamoci i nostri mille alimentatori incsinati
Commento # 7 di: daedin89 pubblicato il 16 Novembre 2006, 16:57
si k4rl!!
L'avevo visto anche io quel servizio!!! impressionante! erano pronti x fare il prototipo ma nessuno gli dava i fondi. che skifo!
Commento # 8 di: flapane pubblicato il 16 Novembre 2006, 17:00
Originariamente inviato da: Raid5
Il primo principio della termodinamica?
Che c'entra questo principio? E perché mai dovrebbe vincolare la prima guida d'onda alla rete elettrica?
Mi pare che quel paragrafo sia ocmpletamente fuori luogo.


ah ecco non ero l'unico che è rimasto perplesso mentre leggeva l'articolo...
forse voleva scrivere secondo principio, facendo una trasposizione dal calore all'elettricità, nel senso che serve una fonte da cui attingere energia...boh, rimango perlesso
Commento # 9 di: Zerk pubblicato il 16 Novembre 2006, 17:02
Grazie a Tesla immagino
Commento # 10 di: k4rl pubblicato il 16 Novembre 2006, 17:03
x Raid5:se non erro il primo principio della termodinamica di fatto impone che in un sistema chiuso (tipo la terra, la tua cucina, o qualsiasi altro ambiente) l'energia non si crea e non si distrugge quindi è costante e può solamente essere trasferità da un oggetto all'altro

quindi se l'energia non la crei dovrai x forza attacare i generatori di sti campi eletromagnetici a una spina elettrica :P
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