AMD Opteron a 12 core in arrivo nel 2010 23/04/2009 ore 12:28

AMD Opteron a 12 core in arrivo nel 2010

Autore: Paolo Corsini Categoria: Server e Workstation
AMD anticipa la roadmap delle proprie soluzioni Opteron: due nuove piattaforme al debutto a inizio 2010, con processori sino a 12 core per Socket

In concomitanza con l'anniversario dei 6 anni di presentazione della prima serie di processori Opteron, punto di svolta per AMD grazie all'introduzione dell'architettura nota con il nome in codice di Hammer, AMD ha rilasciato informazioni sulla propria futura roadmap delle soluzioni server e workstation della famiglia Opteron.

Abbiamo già anticipato con una precedente notizia come le cpu Opteron con architettura a 6 core, meglio note con il nome in codice di Istanbul, debutteranno nel corso del mese di Giugno con soluzioni proposte da vari partner AMD. Si tratta di un lancio in anticipo rispetto a quanto inizialmente anticipato dal produttore americano, che prevedeva per questi processori una disponibilità nella seconda metà dell'anno.

Nelle ultime settimane AMD ha reso disponibili vari video che anticipano alcune delle caratteristiche tecniche delle soluzioni Opteron Istanbul; il più recente risale a 2 giorni fa e illustra quali siano le caratteristiche prestazionali di questi processori a confronto con sistemi identici dotati di cpu Opteron quad core della famiglia Shanghai.

Passiamo ora a quelle che saranno le future novità che AMD prevede di introdurre nel corso dei prossimi 2 anni per le piattaforme server e workstation. A partire dal 2010 AMD presenterà la nuova architettura Direct Connect 2.0, evoluzione di quella utilizzata attualmente con i processori Opteron.

Alla base troveremo un raddoppio nel numero dei core integrati nel processore, che passerà dai 6 delle soluzioni Istanbul ai 12 delle cpu indicate al momento attuale con il nome di Magny-Cours. Raddoppieranno anche i canali del memory controller, passando dagli attuali 2 ai futuri 4, mentre crescerà da 3 a 4 il numero dei link Hypertransport.

Analizzando queste specifiche è evidente come l'architettura Direct Connect 2.0 sia basata sull'utilizzo di processori con architettura MCM, Multi Chip Module, nei quali cioè due die vengono affiancati tra di loro. E' lo stesso approccio reso popolare da Intel con le proprie soluzioni dual core prima e con quelle quad core in seguito, facilitando la migrazione ad architetture multicore senza dover necessariamente passare da subito attraverso un design di tipo nativo.

Se le cpu Istanbul sono 6 core di tipo nativo, quelle Magny-Cours a 12 core verranno ottenute con un approccio MCM: considerando come ogni die integri al proprio interno 3 link Hypertransport e che uno di questi verrà utilizzato da ogni die per la comunicazione con l'altro affiancato, ne consegue la disponibilità di 4 link per il collegamento del processore con gli altri componenti. Alla stessa stregua i 4 canali del memory controller integrato sono ottenuti affiancando i due canali presenti in ciascun die montato sul processore.

roadmap_opteron_2010.jpg (46773 bytes)

A partire dal 2010 AMD introdurrà due nuove piattaforme per sistemi server e workstation, introducendo una semplificazione rispetto all'attuale struttura che vede 3 differenti linee di prodotto per i processori Opteron (per sistemi a singolo Socket, sino a 2 Socket e sino a 8 Socket). I processori Opteron della serie 6000 sono indirizzati a sistemi a 2 oppure 4 Socket, in abbinamento a Socket G34. Per queste cpu saranno integrati 4 canali DDR3 con la possibilità di montare sino a 12 moduli memroia per ogni Socket: la conseguenza diretta è che i processori Opteron serie 6000 saranno costruiti con approccio MCM.

Per i processori Opteron serie 4000 verrà utilizzato il Socket C32, capace di gestire configurazioni a 1 oppure 2 Socket come massimo e sino a 2 canali DDR3 per ogni processore. Per questo tipo di piattaforma verranno pertanto utilizzati processori con architettura di tipo monolitico, non configurazioni con due die affiancati sullo stesso package.

roadmap_opteron_2010_2.jpg (53081 bytes)

La conseguenza di questo nuovo approccio è che i processori indicati con il nome di Lisbon, destinati alla piattaforma San Marino della serie 4000, integreranno da 4 a 6 core con design nativo; le soluzioni Magny-Cours, destinate alla piattaforma serie 6000, avranno invece 8 oppure 12 core per ogni processore. Nel 2011 AMD presenterà nuovi processori Opteron basati su architettura nota con il nome in codice di Bulldozer e costruiti con tecnologia porduttiva a 32 nanometri; verrà mantenuta piena compatibilità con le due nuove piattaforme serie 4000 e serie 6000 ma cambierà l'architettura del processore. Per questi processori avremo design nativo a 6 oppure 8 core, con le cpu della famiglia Valencia, e declinazioni a 12 oppure 16 core con approccio MCM per i processori della serie Interlagos. Dal 2012 AMD introdurrà una nuova piattaforma, mantenendo la distinzione tra sistemi a 1 oppure 2 Socket e quelli da 2 a 4 Socket che verrà per la prima volta presentata nel 2010.

Il debutto dei primi processori della famiglia Magny-Cours è stato fissato per il primo trimestre del 2010; AMD sta inviando in questo periodo i primi sample di questi processori ai partner per le valutazioni di compatibilità interna. Mancano completamente dettagli su quelle che saranno le caratteristiche architetturali delle soluzioni basate su architettura Bulldozer, al debutto nel corso del 2011: è auspicabile che nel corso dell'anno, completato il lancio delle soluzioni Istanbul e avviato il processo di lancio di quelle Magny-Cours e delle due nuove piattaforme serie 6000 e serie 4000, AMD voglia iniziare ad anticipare alcuni degli elementi tecnici alla base di queste future generazioni di processore per sistemi server.

Commenti (25) 

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Commento # 1 di: Ibanez89 pubblicato il 23 Aprile 2009, 12:55
Ma perchè mettono sempre l'uomo michelin a presentare le soluzioni AMD? E' per caso amd uno sponsor di quest'ultima come per la ferrari?
Commento # 2 di: ninja750 pubblicato il 23 Aprile 2009, 12:58
quindi intel presenterà per controbattere 12 core fisici e 12 logici?

ormai il collo di bottiglia è diventato l'hard disk.. di potenza anche con gli attuali processori ce n'è in abbondanza
Commento # 3 di: lowenz pubblicato il 23 Aprile 2009, 13:14
Da sempre è l'hard disk
Commento # 4 di: JohnPetrucci pubblicato il 23 Aprile 2009, 13:19
La tendenza ad aumentare i core sembra non avere fine, più si scende in nm di processo produttivo e più core via via vengono ad aggiungersi.
Manca solo il software in ambito home user per sfruttarli però, visto che non tutti facciamo modellazione 3D, editing video o usiamo server e comunque non ci accontentiamo di pochi software come Winrar etc. che usano più core.
Qua, o si passa seriamente ai 64bit tanto per cominciare e tirare in ballo un'altra tecnologia disponibile da anni e quasi ignorata, e poi magari all'uso serio dei multicore oppure restare su un dual sarà una cosa normalissima e al passo con i tempi ancora per anni, a prescindere dai proclamoni di Intel e Amd.
Figuriamoci se con queste premesse nel 2010 e 2011 avrò interesse ad avere più di 4 core......
Commento # 5 di: goldorak pubblicato il 23 Aprile 2009, 13:20
Originariamente inviato da: lowenz
Da sempre è l'hard disk


Vero, ma si stanno presentando colli di bottiglia anche nei processori. Sopratutto all'aumentare del numero di core, la cache deve aumentare in maniera proporzionale. Avere un triple channel (come nei nehalem) aiuta molto, ma serve anche la cache. Solo che mettere sempre piu' cache sul processore e' piu' difficile che mettere piu' cores, strano che i Q95xx abbiano 12MB di cache mentre i nehalem solo 8 ?
Commento # 6 di: capitan_crasy pubblicato il 23 Aprile 2009, 13:22
Ecco le prime immagini di un sistema AMD "Maranello" basato sul socket G34 con 4 CPU "Magny-Cours" per un totale di 48 core!

Link ad immagine (click per visualizzarla)
Commento # 7 di: goldorak pubblicato il 23 Aprile 2009, 13:25
Originariamente inviato da: JohnPetrucci
La tendenza ad aumentare i core sembra non avere fine, più si scende in nm di processo produttivo e più core via via vengono ad aggiungersi.
Manca solo il software in ambito home user per sfruttarli però, visto che non tutti facciamo modellazzione 3D, editing video o usiamo server e comunque non ci accontentiamo di pochi software come Winrar etc. che usano più core.
Qua, o si passa seriamente ai 64bit tanto per cominciare e tirare in ballo un'altra tecnologia disponibile da anni e quasi ignorata, e poi magari all'uso serio dei multicore oppure restare su un dual sarà una cosa normalissima e al passo con i tempi ancora per anni, a prescindere dai proclamoni di Intel e Amd.
Figuriamoci se con queste premesse nel 2010 e 2011 avrò interesse ad avere più di 4 core......


Ah ah ah verissimo, come stanno andando le cose forse conviene fare l'upgrade soltanto della scheda video (gp-gpu) piuttosto che cambiare ogni volta tutta la piattaforma.
Gia' oggi per certi tipi di applicazioni una normale gforce/radeon (senza andare a scomodare i modelli top di gamma) vanno parecchie volte piu' veloci dei processori Intel o AMD. Con l'arrivo sempre piu' massicio del gp-gpu Intel e' nel panico (ed il motivo per l'esistenza di Larrabee).
Commento # 8 di: JackZR pubblicato il 23 Aprile 2009, 14:05
Una volta si cercava di portare la frequenza sempre più in alto e poi si è raggiunto il limite; allora si è iniziato a moltiplicare i core ma credo che presto raggiungeremo anche qui il limite...
E' ora di creare una nuova archittettura CPU e di cambiare anche i sistemi operativi, non potremo andare avanti per sempre con sti x86!!!
Le GPU sono degli ottimi processori ma non credo siano adatti ad ogni tipo di calcolo in ambito di Common Processing, Larrabee è una via di mezzo quindi chissà...
Secondo me l'ideale sarebbe creare un OS che sappia identificare e sfruttare al meglio ogni processore (CPU, GPU o altro) installato sulla macchina in base al tipo di calcolo da fare.
Commento # 9 di: max8472 pubblicato il 23 Aprile 2009, 14:07
Peccato per i 32nm solo nel 2011
Commento # 10 di: Stigmata pubblicato il 23 Aprile 2009, 15:11
Però non è molto indicato il nome Maranello per suggerire l'idea di velocità, performance e affidabilità
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