Apple iOS: limita la concorrenza o protegge la privacy? 11/06/2010 ore 16:35

Apple iOS: limita la concorrenza o protegge la privacy?

Autore: Andrea Bai Categoria: Mercato
La modifica di una clausola degli accordi di sviluppo per iOS preoccupa i concorrenti di Apple, che potrebbe essere presto al centro di un'indagine della Federal Trade Commission

Apple potrebbe essere presto al centro di una nuova indagine da parte dei garanti del mercato USA allo scopo di verificare se la casa di Cupertino stia mettendo in atto pratiche inique per limitare il campo di azione dei concorrenti che intendono distribuire pubblicità sui dispositivi mobile basati su iOS.

L'attenzione in particolare è rivolta ad una modifica che Apple ha apportato alla sezione 3.3.9 delle clausole d'utilizzo, sezione che stabilisce alcune importanti norme che riguardano i dati dell'utente. La modifica dispone infatti che le applicazioni che possono operare su iOS "non possono raccogliere, usare o rivelare ad alcuna terza parte i dati del dispositivo o dell'utente senza l'autorizzazione dell'utente stesso" e stabilisce inoltre una serie di condizioni secondo le quali è consentita la raccolta e la condivisione dei dati.

La sezione 3.3.9 precisa ulteriormente che gli (eventuali) dati raccolti possono essere forniti solamente "ad un fornitore indipendente di servizi di advertising, il cui business primario sia la distribuzione di pubblicità mobile". Ed è proprio questa precisazione che potrebbe essere oggetto di un'indagine, in quanto esclude automaticamente dai giochi qualunque realtà che, pur operando nel campo della pubblicità, abbia quale business primario qualunque altra attività. Un esempio concreto? Google e Microsoft.

Sulla vicenda è interessante considerare due posizioni differenti: una è quella di Omar Hamoui, CEO di AdMob (l'azienda specializzata in advertising mobile e acquisita da Google qualche mese fa), l'altra è quella di David Barnard, titolare di una piccola software house che sviluppa applicazioni per iPhone.

Il primo esprime, sul blog dell'azienda, preoccupazione riguardante la variazione apportata da Apple alla clausola contrattuale: secondo Hamoui quanto portato avanti da Appre rappresenta una minaccia per decine di migliaia di sviluppatori poiché potrebbe "ridurre o addirittura eliminare" il supporto che deriva, appunto, dal fatturato pubblicitario. Afferma Hamoui: "I termini danneggiano sia i grandi, sia i piccoli sviluppatori, limitando drasticamente la loro scelta su quale sia il mezzo migliore per monetizzare i propri sforzi. E poiché la pubblicità finanzia un vasto numero di applicazioni gratuite o a basso costo, la situazione è spiacevole anche per i consumatori".

Hamoui prosegue, sposando una filosofia già espressa anche da Adobe: "Questa variazione non è negli interessi ne' degli utenti, ne' delgi sviluppatori: Nella storia della tecnologia e dell'innovazione, è chiaro che la competizione permette di fornire il miglior risultato. Le barriere artificiali alla concorrenza danneggiano utenti e sviluppatori e, sul lungo periodo, pongono una situazione di stallo al progresso tecnologico". Hamoui sottolinea come, fin dall'avvio delle attività di AdMob nel 2006, l'azienda abbia profuso sforzi per supportare gli sviluppatori -a prescindere dalla piattaforma- a monetizzare gli sforzi anche tramite la pubblicità. Nella chiusura del proprio intervento il CEO di AdMob esprime la propria intenzione di voler confrontarsi con Apple per fare presente le preoccupazioni che derivano dalle clausole esposte sopra.

Il parere di David Barnard, come accennato, è invece profondamente differente. Se da un lato riconosce che queste clausole possono rappresentare una maniera per Apple di assicurarsi un vantaggio competitivo per iAd (la piattaforma di adv mobile della Mela) nei confronti della concorrenza, dall'altro considera queste clausole come necessarie per la casa di Cupertino nel contesto del proprio ecosistema App Store-iPhone/iPad. Barndard, sul proprio blog, scrive: " Se Apple permettesse ad applicazioni di terze parti qualsivoglia accesso ai dati dell'utente, scaricherebbero le responsabilità agli sviluppaotri ed ad altre terze parti. Ma se Apple vuole proporre App Store come un "giardino cintato" di applicazioni che sono sicure da acquistare e da usare, deve necessariamente controllare questi aspetti di ciò che succede sotto la scocca (delle applicazioni)".

Commenti (59) 

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Commento # 1 di: demon77 pubblicato il 11 Giugno 2010, 16:39
boh.. il fatto che il mela system sia un ecosistema autonomo chiuso su se stesso non è mai stato un segreto credo.. è la loro foilosofia da sempre.

porta vantaggi così come porta svantaggi..
Commento # 2 di: .b4db0y. pubblicato il 11 Giugno 2010, 16:43
La modifica dispone infatti che le applicazioni che possono operare su iOS "non possono raccogliere, usare o rivelare ad alcuna terza parte i dati del dispositivo o dell'utente senza l'autorizzazione dell'utente stesso"


mi sembra più che legittima come cosa.. o no ?
Commento # 3 di: Arus85 pubblicato il 11 Giugno 2010, 16:46
avete letto la notizia o solo le prime 2 righe? il punto controverso non è quello quotato qui sopra.
Commento # 4 di: Paganetor pubblicato il 11 Giugno 2010, 16:47
tanto valeva scrivere "su iOS MS e Google non possono venire "
Commento # 5 di: Nenco pubblicato il 11 Giugno 2010, 16:53
"ad un fornitore indipendente di servizi di advertising, il cui business primario sia la distribuzione di pubblicità mobile"

Ma questo non esclude anche apple con iAd??
Commento # 6 di: pepigno75 pubblicato il 11 Giugno 2010, 17:07
Apple sta sudando freddo, loro immaginavano di dominiare il mondo Mobile invece Google e Android avanzano in maniera inaspettata per loro.. quindi limitano la concorrenza in tutti i modi... prima il blocco di flash poi il blocco di altri gestori di pubblicità.

Vergognosi...e c'è qualcuno che ancora la difende.... bohhhhh

Fare pubblicità senza avere una stima dei dati è come non farla .. nessuno spenderebbe soldi senza sapere quanti utenti l' hanno vista....

non è questione di privacy ma di anti concorrenza... e il maggior danno lo avranno gli sviluppatori...
Commento # 7 di: Gualmiro pubblicato il 11 Giugno 2010, 17:08
come sempre, lo sai in anticipo, puoi regolarti.

beninteso, non mi piace assolutamente questa politica apple, mi sa un po' di miopia nel futuro. strano a dirsi per apple, che di solito sa anticipare il mercato dall'avvento dei powerpc G3 in poi.

ad ogni modo, di norma in casa propria ognuno è padrone, imperatore e legge.
l'ecosistema apple sta nel mercato come tutti gli altri. se poi sta tutto chiuso in sé stesso e dato assodato che a cupertino non fanno mistero di tutto questo beh... non vedo come possano essere attaccabili, sono scelte private di un player, e limitate all'orticello di cui sono proprietari.

il mercato dell'advertising mobile non nasce e muore con apple

si posson fare politiche per piantare alberi di negli spazi di verde pubblico, ma nessuno può venirmi a dire di piantarli anche nel mio giardino se non li voglio.


trascendendo i precetti del mercato libero, un discorso di ipotetico antitrust potrebbe reggere se il settore mobile fosse ormai maturo e statico, ma cresce di un ordine di grandezza ogni 12 mesi... intervenire è inappropriato di default

queste indagini servono solo a farti sentire osservato, e fanno bene a farle.
ma che intervengano lo escludo.
Commento # 8 di: Ang pubblicato il 11 Giugno 2010, 17:12
Originariamente inviato da: Paganetor
tanto valeva scrivere "su iOS MS e Google non possono venire "



[COLOR="DarkGreen"]Bhè nn ci vedo proprio nulla di strano.
O forse qualcuno pensava che alla apple hanno messo su la
piattaforma iAD così giusto per bellezza......????
Ovvio che vogliono (e pretendono) che le apps su app store
abbiano all'interno la sola pubblicità iAD.
Vogliono essere gli unici a guadagnare dalla pubblicità nel proprio store.
Mica sò scemi.
Dove possono annullano la concorrenza con la qualità dei loro prodotti.
Dove nn possono semplicemente tagliano le gambe agli altri.
[/COLOR]
Commento # 9 di: ringway pubblicato il 11 Giugno 2010, 17:14
Originariamente inviato da: pepigno75
Apple sta sudando freddo, loro immaginavano di dominiare il mondo Mobile invece Google e Android avanzano in maniera inaspettata per loro.. quindi limitano la concorrenza in tutti i modi... prima il blocco di flash poi il blocco di altri gestori di pubblicità.

Vergognosi...e c'è qualcuno che ancora la difende.... bohhhhh

Fare pubblicità senza avere una stima dei dati è come non farla .. nessuno spenderebbe soldi senza sapere quanti utenti l' hanno vista....

non è questione di privacy ma di anti concorrenza... e il maggior danno lo avranno gli sviluppatori...


Si si come no .. apple in crisi??? Quasi 30 milioni di iphone venduti e oltre 200.000 apps acquistabili su app store ....

Non mi sembra di aver mai visto gente in fila al samsung store per comprarsi lo smartphone con android
Commento # 10 di: Gualmiro pubblicato il 11 Giugno 2010, 17:24
Originariamente inviato da: pepigno75
Fare pubblicità senza avere una stima dei dati è come non farla .. nessuno spenderebbe soldi senza sapere quanti utenti l' hanno vista....


ammettiamo per ipotesi che questa frase vada a rispecchiare la prossima situazione che apple dovrà affrontare in fatto di advertising.

qual'è il rischio? stai pur certo che se ci perde ci mette 0.01ms a tornare sui propri passi.


il fatto è che apple ha un prodotto (iphone & co) ed una piattaforma (appstore + SDK) che nel bene o nel male, al di là delle disquisizioni tecniche, è vincente.
con una coppia d'assi in mano come questa, evidentemente pensano di aver la forza di reggere l'urto con l'ennesima chiusura. bah, vedremo...

mica inizia e finisce a cupertino il mondo... le cose esistono anche senza il marchio della mela dietro lo schermo, pure l'advertising



P.S.: scusa il tono che mi è uscito un po' ironico, spero non ti sembri offensivo perché non è mia intenzione provocare.
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