18/06/2007 ore 18:14
Caso Peppermint: violata la privacy degli utenti con la complicità del provider?
Il caso Peppermint riserva ogni giorno sviluppi e non sembra che questi vadano in una direzione favorevole al consumatore. Per capire la vicenda conviene fare un salto indietro di qualche giorno.
A inizio maggio Adiconsum aveva segnalato il caso: in pratica l'etichetta discografica tedesca Peppermint Jam Records GmbH ha accusato migliaia di utenti di aver violato la legge, condividendo illegalmente file di cui la società detiene i diritti di autore. In pratica i consumatori sono stati controllati nel loro uso personale del web con la complicità del provider, e pare che siano stati condivisi i dati relativi ai movimenti effettuati dagli utenti, all'oscuro di questi ultimi.
L'etichetta discografica ha chiesto agli utenti interessati un risarcimento di 400 euro per concludere in modo semplice la vicenda, con l'impegno a non ripetere l'illecito. Adiconsum ha già chiesto l'immediato intervento del Governo, che nel suo programma elettorale aveva previsto l'abolizione della legge Urbani, per tutelare i cittadini colpiti dalla violazione della privacy.
La vicenda è finita in tribunale, ma in questa sede il tribunale ha considerato l'indirizzo IP, che identifica univocamente l'utente all'accesso alla rete, come un dato non sensibile e quindi non sottoposto alla tutela della privacy.
Come riporta l'associazione consumatori 'Il Tribunale ha quindi considerato lecita l’intercettazione degli indirizzi IP effettuata da parte della società svizzera Logistep su incarico della casa discografica tedesca Peppermint ai fini di tutelare l’attività commerciale legata ai diritti d’autore, ordinando agli Internet service provider di fornire i dati anagrafici degli utenti identificati'.
L'associazione si è costituita in giudizio per l'udienza in programma oggi, per difendere i diritti dei cittadini, ma proprio quest'oggi ha dchiarato essere venuta a conoscenza dell'accordo in corso tra Peppermint e Wind, la quale 'dichiarava la propria volontà di comunicare alla Peppermint gli indirizzi fisici dei consumatori titolari di indirizzi IP, intercettati dalla società Logistep, società svizzera. Per tali motivi, Wind e Peppermint chiedevano la cessazione della materia del contendere'.
É stato chiesto l'intervento del Garante della privacy, ma pare che al momento la cosa non abbia sortito effetti. Staremo a vedere come si concluderà questo caso, che come spesso accade vede insinuarsi nei buchi o nelle pieghe della legislazione soggetti che mirano ad approfittare delle zone d'ombra per il proprio interesse.








