Energia da luce, calore e vibrazioni grazie ad un chip del MIT 11/07/2012 ore 08:24

Energia da luce, calore e vibrazioni grazie ad un chip del MIT

Autore: Andrea Bai Categoria: Scienza e tecnologia
I ricercatori del MIT realizzano un singolo dispositivo capace di raccogliere energia da varie fonti per alimentare sensori di monitoraggio remoto

Un gruppo di ricercatori del MIT ha compiuto importanti passi avanti verso la realizzazione di sistemi di monitoraggio in grado di funzionare senza batterie, che potrebbero così essere utilizzati per la realizzazione di dispositivi biomedici o di sensori ambientali, grazie allo sviluppo di un particolare chip in grado di ricavare energia da molteplici fonti come la luce, il calore e le vibrazioni.

La ricerca è stata portata avanti dal professori Anantha Chandrakasan e dal dottorando Saurav Bandyopadhyay e si è focalizzata sullo sviluppo di dispositivi elettronici e di comunicazione in grado di operare con bassi livelli di energetici e su una serie di dispositivi in grado di recuperare energia da varie fonti, in maniera simultanea. Si tratta di una caratteristica importante, dal momento che molte di queste fonti di energia sono intermittenti e non hanno un comportamento prevedibile.

Spiega Chandrakasan: "La chiave di questo lavoro è il circuito che è capace di combinare in maniera efficiente molte fonti di energia in una sola volta". Singoli dispositivi che hanno bisogno di raccogliere energia da queste piccole fonti di energia, come le differenze di temperatura, le vibrazioni, la luce dell'ambiente, sono già stati sviluppati nel laboratorio di Chandrakasan.

Tuttavia poter combinare l'energia di queste fonti richiede un sofisticato sistema di controllo, dal momento che ciascuna fonte ha specifiche caratteristiche. Ad esempio i circuiti che raccolgono energia dalle differenze di temperatura producono dagli 0,02 agli 015 volt, le celle fotovoltaiche a bassa potenza generano da 0,2 a 0,7 volt mentre i sistemi in grado di generare energia dalle vibrazioni sono in grado di produrre fino a 5 volt. Riuscire a coordinare queste fonti di energia in tempo reale per produrre un'erogazione costante è un processo abbastanza complesso.

Fino ad ora molti dei tentativi di raccogliere energia da fonti così diverse si sono basati semplicemente su soluzioni di switching, dando precedenza alla fonte che in un dato momento genera più energia e sprecando così l'energia delle altre fonti. Con la nuova soluzione del MIT viene raccolta allo stesso tempo l'energia di tutte le fonti e, a seconda delle esigenze di alimentazione, l'eccedenza viene stoccata in condensatori in maniera da non sprecare nulla.

I ricercatori hanno inoltre trovato il modo di ridurre al minimo l'energia consumata dal circuito di controllo, così da alimentare in maniera ottimale il dispositivo principale. Il sistema impiega una architettura dual-path, che permette di alimentare il dispositivo principale direttamente dalla fonte oppure tramite un elemento di stoccaggio come una batteria od un supercondensatore. Di norma, invece, la fonte di alimentazione viene utilizzata per caricare l'elemento di stoccaggio da cui poi trarre l'alimentazione per il dispositivo principale.

David Freeman, chief technologist power supply solution per Texas Instruments, pur non avendo partecipato al progetto riconosce il valore del lavoro portato avanti dai ricercatori: "Quanto compiuto dal MIT è molto importante per permettere di recuperare energia in vari ambienti. La capacità di estrarre energia da fonti differenti consente di estendere le funzionalità dei sistemi, come ad esempio i sensori wireless".

L'attività di ricerca è stata finanziata da Interconnec Focus Center, un programma combinato del DARPA - Defens Advanced Research Projects Agencye di realtà attive nel campo della difesa e dei semiconduttori.

Commenti (7) 

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Commento # 1 di: flyzmarco pubblicato il 11 Luglio 2012, 08:55
Anche il mio amico Rocco mi ha detto che le vibrazioni producono energia.
Commento # 2 di: djfix13 pubblicato il 11 Luglio 2012, 09:30
beh se ho capito bene questo è un controller e non un chip per "ricavare energia da molteplici fonti" come scritto qui, dato che i convertitori sono sempre a parte.
infatti il titolo mi aveva tratto in inganno dandomi la speranza in nuovi chip per ricavare energia dal sole (pannelli solari)
Commento # 3 di: psychok9 pubblicato il 11 Luglio 2012, 14:47
Originariamente inviato da: flyzmarco
Anche il mio amico Rocco mi ha detto che le vibrazioni producono energia.


L'intero universo è vibrazione, onde...
Commento # 4 di: Cooperdale pubblicato il 11 Luglio 2012, 16:00
Originariamente inviato da: psychok9
L'intero universo è vibrazione, onde...


Strano, casa mia invece è di garzapane.
Commento # 5 di: psychok9 pubblicato il 11 Luglio 2012, 17:20
Originariamente inviato da: Cooperdale
Strano, casa mia invece è di garzapane.


Certo, se uno si limita a non vedere oltre il proprio naso... Gli atomi riesci a vederli? No? Quindi non esistono giusto?
Commento # 6 di: redmarl pubblicato il 11 Luglio 2012, 23:26
Tempo fa sottomisi alla redazione di HWUpgrade (e quindi di Business Magazine, suppongo) i risultati ottenuti da una startup italiana che si sta affacciando al mercato della produzione di microchip, MEMS e celle solari, con una soluzione che riduce drasticamente gli sprechi di materiale nelle fasi di produzione di questi dispositivi. Purtroppo non fu redatto alcun articolo a tal proposito, pertanto vi invito a seguire il sito www.mrssnc.com per scoprire cosa 3, comuni giovani italiani stanno portando avanti in questo settore che, grazie all'adozione di sistemi MRS, potrebbe abbattere i costi di produzione e quindi il costo finale per il consumatore.
Commento # 7 di: Baboo85 pubblicato il 17 Luglio 2012, 09:28
Noi comuni mortali vedremo questa tecnologia nel? Duemilaecredici (cit.)?

Originariamente inviato da: redmarl
Tempo fa sottomisi alla redazione di HWUpgrade (e quindi di Business Magazine, suppongo) i risultati ottenuti da una startup italiana che si sta affacciando al mercato della produzione di microchip, MEMS e celle solari, con una soluzione che riduce drasticamente gli sprechi di materiale nelle fasi di produzione di questi dispositivi. Purtroppo non fu redatto alcun articolo a tal proposito, pertanto vi invito a seguire il sito www.mrssnc.com per scoprire cosa 3, comuni giovani italiani stanno portando avanti in questo settore che, grazie all'adozione di sistemi MRS, potrebbe abbattere i costi di produzione e quindi il costo finale per il consumatore.


Di' ai redattori qui che useranno i chip per i server di Facebook o per il nuovo iPhone e vedrai che avrai la notizia... Purtroppo qui la situazione e' questa...
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