27/03/2009 ore 11:43
Globalfoundries prepara la propria strategia
La strategia di Globalfoundries si sta lentamente delineando. Nel corso di un'intervista rilasciata al Financial Times Doug Rose, CEO della joint-venture tra AMD e ATIC, ha infatti rivelato quale sia l'obiettivo dell'azienda, almeno nella fase iniziale della propria operatività.
Grose ha infatti precisato che Globalfoundries cercherà di assicurarsi un piccolo gruppo di clienti di alto profilo, seguendo di fatto una strategia opposta rispetto a quanto operato dalle principali realtà concorrenti, le taiwanesi TSMC e UMC, che attualmente realizzano chip per numerosissime aziende clienti.
"Non tutti vogliono chip a 45 nanometri. C'è un piccolo gruppo di compagnie con le quali vogliamo trattare in maniera dettagliata. Non stiamo cercando centinaia di clienti" ha dichiarato Grose, che ha poi voluto rimarcare come il vantaggio competitivo di Globalfoundries risieda proprio nella produzione di chip con processi e tecnologie all'avanguardia. Ed è ovviamente in questo contesto che si inserisce la volontà di adottare al più presto il processo produttivo Bulk a 32 nanometri del quale abbiamo parlato pochi giorni fa.
Doug Grose ha inoltre commentato la vicenda in merito ai dubbi che Intel ha sollevato circa la validità degli accordi di cross license stipulato tra le due aziende, argomento sul quale abbiamo pubblicato un approfondimento la settimana passata. "E' la tipica tattica diversiva di Intel. Vorrei avere un dollaro per ciascun avvocato che lavora a questo caso dicendo che siamo una sussidiaria" ha salacemente sottolineato Grose.








