Google pensa ai micropagamenti per l'editoria online 11/09/2009 ore 08:41

Google pensa ai micropagamenti per l'editoria online

Autore: Andrea Bai Categoria: Mercato
La grande G ha in mente un progetto di micropagamenti per un modello di business da applicare alle realtà editoriali che operano sul web

Google sta lavorando dietro le quinte ad una piattaforma di micropagamenti appositamente indirizzata alle esigenze dell'editoria on-line. E' lo stesso colosso di Mountain View a fare luce sull'argomento, in risposta ad una richiesta della Newspapers Association of America la quale ha recentemente sollevato un dibattito riguardante gli eventuali modelli di business da poter applicare alle realtà online per la fornitura di contenuti a pagamento.

La visione di Google è molto chiara ed è illustrata in un corposo documento inviato alla NAA. Il punto di partenza, per Google, è il seguente:

"Google crede che un web aperto sia un vantaggio per tutti gli utenti ed per gli editori. Tuttavia "aperto" non significa necessariamente gratuito. Crediamo che i contenuti su Internet possano essere supportati da diversi modelli di business, inclusi i contenuti fruibili solamente dietro sottoscrizione"

Il sistema che Google ha in mente sarebbe basato sulla già nota piattaforma Google Checkout; il colosso di Mountain View spiega che il suo piano è attualmente in una fase iniziale di pianificazione. Sebbene attualmente il sistema sia stato definito come in fase di sviluppo, Google ha già le idee ben chiare: i micropagamenti saranno un veicolo di pagamento disponibile sia a Google sia a terzi nel corso del prossimo anno.

L'idea è quella rendere disponibili tutti i mezzi necessari affinché risulti semplice il pagamento di piccole somme di denaro, da pochi penny a diversi dollari, aggregando gli acquisti nel corso del tempo. Google si adopererà per contenere i rischi di non-pagamento assegnando limiti di credito basati sullo storico di ciascun utente e utilizzando sistemi proprietari per l'analisi del rischio al fine di tenere traccia di abusi e frodi.

I costi di transazione sono uno dei principali ostacoli ai micropagamenti, ed è questo il motivo per il quale la proposta di Google potrebbe suscitare vero intersse presso le realtà editoriali. Google suggerisce un sistema di revenue sharing, simile a quanto avviene con Android Market o App Store: Google potrebbe trattenere il 30% dell'introito e girare il restante 70% a chi ha prodotto il contenuto.

Il progetto di Google rappresenta una proposta di particolare spessore, per un duplice motivo: innanzitutto rappresenta un modo che il colosso di Mountain View ha ridare smalto a Google Chekout e in secondo luogo, non certo per importanza, permette a Google di saltare dall'altra parte della barricata e di assumere non più il ruolo di nemico delle agenzie stampa e dei siti di informazione ma quello di alleato, potendo diventare l'occasione per nuove fonti di reddito.

Commenti (19) 

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: degac pubblicato il 11 Settembre 2009, 08:51
Se fanno come le Major discografiche (che sono 'greed' come definito a suo tempo da Steve Jobs x il prezzo della musica su Itunes) gli editori ci lasciano le penne.
Se fanno 4 conti 'vendere' a .99 centesimi (prezzo ipotetico) x 10 mln di 'pezzi virtuali' è decisamente meglio che vendere a 2€ x niente...

Vedremo come andrà a finire.
Commento # 2 di: SuperSandro pubblicato il 11 Settembre 2009, 08:52
Se ho capito bene, uno paga un certo importo (esempio, 10 dollari) direttamente a Google, poi li "spende" micro-suddividendo il potenziale.

Esempio, un dollaro per leggere The Time-on-line, un dollaro e cinquanta per scaricare un brano musicale e così via fino a esaurire il credito. In questo modo l'utente paga una sola transazione; Google, dal canto suo, attende di accumulare un migliaio di dollari da tutti gli utenti che pagano per The-Time-on-line e per quella particolare casa discografica, e poi effettua un unico bonifico, pagando anche in questo caso un'unica commissione.

Se è così, l'dea è eccellente, ma rappresenta un'ulteriore pugnalata alla carta stampata e alla vendita di contenuti multimediali su CD / DVD.

O no?
Commento # 3 di: kelendil pubblicato il 11 Settembre 2009, 09:28
Da quello che ho capito io, il credito si va ad accumulare per un certo periodo. Ossia: oggi compri un libro, domani un brano musicale, dopodomani un quotidiano. Dopo un tot di giorni, l'importo accumulato da pagare viene prelevato dalla tua carta di credito in un unica operazione, in modo da non spendere troppo in transazioni...
Commento # 4 di: captnemo pubblicato il 11 Settembre 2009, 09:29

> Se è così, l'dea è eccellente, ma rappresenta un'ulteriore pugnalata alla carta stampata e alla vendita di > contenuti multimediali su CD / DVD.

Pesce grande mangia pesce piccolo.
Premono per "evolvere" i servizi e ne approfittano (logicamente) per rimanere da soli!
Commento # 5 di: SuperSandro pubblicato il 11 Settembre 2009, 10:03
Originariamente inviato da: kelendil
... oggi compri un libro, domani un brano musicale, dopodomani un quotidiano. Dopo un tot di giorni, l'importo accumulato da pagare viene prelevato dalla tua carta di credito in un unica operazione, in modo da non spendere troppo in transazioni...

...uhmm... mi sembra un po' troppo pericoloso: un ignaro utente potrebbe vedersi addebitato un importo - attribuitogli dal solito malintenzionato che si è procurato i dati della sua carta di credito - quando è troppo tardi per contestarlo.

A parte questo, se nell'arco di tempo stabilito l'utente ha compiuto un solo acquisto (per esempio, un solo dollaro) pagherebbe più di transazione che altro.

Continuo a pensare che un sistema di pre-pagamento sia più affidabile e sicuro.
Commento # 6 di: hackaro75 pubblicato il 11 Settembre 2009, 10:11
il pre-pagaqmento è intrinsecamente più affidabile ma, data la modesta entità delle somme in gioco, credo che il sistema proposto possa funzionare benissimo!
Commento # 7 di: SuperSandro pubblicato il 11 Settembre 2009, 10:20
Originariamente inviato da: hackaro75
il pre-pagaqmento è intrinsecamente più affidabile ma, data la modesta entità delle somme in gioco, credo che il sistema proposto possa funzionare benissimo!

Da quello che ho capito leggendo l'articolo, per micro-pagamenti non si intende un importo globalmente modesto, ma una pluralità di pagamenti di piccola entità, il cui importo totale può anche essere ragguardevole.

Lo scoglio da superare, insomma, è quello di evitare di associare ad ogni micro-pagamento il relativo costo di transazione che diventa eccessivamente oneroso in termini percentuali.

L'idea di base è quella di accumulare numerosi micro-pagamenti in un'unica transazione dal (basso) costo fisso.
Commento # 8 di: Panko pubblicato il 11 Settembre 2009, 14:38
in effetti uno degli ostacoli hai pagamenti on line è proprio la trafila: compila il form -> metti il numero della carta -> metti il codice di controllo...
se google riuscisse a ridurre il tutto magari a un bel tastino colorato con scritto "acquista", credo che molta gente pagherebbe per i contenuti che sfrutta on line (complice anche il fattore psicologico: uno clicca "acquista" e neanche ci pensa che cmq sta spendendo soldi...)

Come metodo però mi pare più plausible il pagamento anticipato di una certa somma che poi può venire spesa un po' alla volta. Una specie di Google-ricarica insomma (un po come gia accade ad esempio sui siti di aste al ribasso...). Inoltre seguendo questa strada Google si troverebbe fra le mani un bel po' di soldi anticipati dagli utenti che potrà investire come vuole, che mi sembra molto meglio del contrario, ovvero anticipare milioni di dollari a persone sparse per il mondo....
Commento # 9 di: anac pubblicato il 11 Settembre 2009, 16:09
prima tutto gratis e adesso un po alla volta ti fanno pagare tutto ....
cosi finora hanno elliminato la concorenza con i servizi gratis da adesso posso farti pagare quello che vogliono perche' non c'e' nessuno che gli fa concorenza
Commento # 10 di: SuperSandro pubblicato il 13 Settembre 2009, 09:35
Originariamente inviato da: anac
prima tutto gratis e adesso un po alla volta ti fanno pagare tutto .... cosi finora hanno elliminato la concorenza con i servizi gratis da adesso posso farti pagare quello che vogliono perche' non c'e' nessuno che gli fa concorenza

...uhmm... veramente mi sembra il contrario: grazie all'offerta di tantissimi servizi gratuiti(*) per l'utente - che inducono quest'ultimo a usare sempre e solo Google - ora Google affianca quei servizi a pagamento che con metodi "tradizionali" rappresentano un costo aggiuntivo cospicuo.

(*) I servizi sono gratuiti solo per l'utente finale: quando, per esempio, apri Google Maps e visualizzi i nomi degli alberghi o dei ristoranti con tanto di segnaposti, tu ottieni informazioni gratuitamente, ma il gestore dell'albergo ha pagato (eccome se ha pagato!) Google per inserire il proprio segnaposto.

Fa' questo esperimento: ingrandisci la zona delle spiagge di Rimini e digita "alberghi". Vedrai che di alcuni alberghi sono indicati siti internet e altre informazioni aggiuntive; di alri, invece, a stento c'è numero di telefono e indirizzo. Indovina verso quali alberghi l'utente indirizza la propria ricerca?
Totale commenti: 19 « Pagina Precedente | Pag 1 di 2 | Pagina Successiva »

Lascia il tuo commento

Notizie

10.02.2012

Voci di unificazione tra i produttori di SoC giapponesi

Renesas Electronics, Fujitsu Ltd e Panasonic Corp stanno discutendo la possibilità di unificare il proprio business legato alla produzione di semiconduttori,...

10.02.2012

NVIDIA e Rambus: nuovo accordo sulle licenze

Le due aziende giungono ad un punto d'incontro: a fronte di un pagamento non quantificato ufficialmente NVIDIA acquista il diritto di utilizzare, per i...

09.02.2012

Un piano B per Nokia? Non pervenuto e non previsto

La strategia basata sulla diffusione di smartphone basati su sistema operativo Windows Phone è l'unica in atto oltre che l'unica ad essere stata prevista;...

09.02.2012

Hitachi, nuovi Ultrastar 25nm SLC NAND flash SSD

In arrivo alcune interessanti unità SSD destinate al mondo enterprise, realizzate da Hitachi e appartenenti alla famiglia Ultrastar, integranti chip memoria...

08.02.2012

Nokia taglia 4.000 dipendenti nelle proprie fabbriche produttive

Nuovo piano di riduzione del personale per Nokia: 4.000 dipendenti interessati, impiegati in 3 fabbriche produttive in Ungheria, Messico e Finlandia. Alla...

08.02.2012

Emilio Ghilardi abbandona AMD: nuovo cambiamento tra gli executives

AMD annuncia l'uscita di scena, con effetto immediato, di Emilio Ghilardi da AMD, nella quale ha rivestito la posizione di Senior Vice President e Chief...

08.02.2012

Microsoft Lync a un anno di distanza: particolare successo delle adozioni di telefonia

A un anno dalla presentazione di Microsoft Lync - soluzione di Unified Communications & Collaboration - è tempo di valutare i primi risultati

07.02.2012

Acer denuncia il proprio ex CEO Gianfranco Lanci

Alla base una presunta violazione degli accordi di non concorrenza stipulati tra le due parti, ora che Lanci riveste un ruolo attivo in Lenovo in Europa,...

07.02.2012

Quasi 500 milioni di smartphone venduti nel 2011

Cresce di oltre il 60% il mercato delle soluzioni smartphone, trainato da Apple e soprattutto dalla forte crescita di Samsung. In calo Nokia e RIM, chiamate...

07.02.2012

Nuova scheda per workstation grafiche: AMD FirePro V3900

AMD estende la propria gamma di soluzioni grafiche professionali FirePro con il modello V3900, una scheda destinata al segmento d'ingresso del mercato...

07.02.2012

Rambus acquista Unity Semiconductor e ingloba la tecnologia CMOx

Tra le motivazioni alla base di questa operazione la tecnologia di memoria CMOx, con la quale superare i limiti delle memorie NAND Flash. Oltre ai prodotti...

06.02.2012

Il futuro di Micron parte da un nuovo CEO

Dopo la scomparsa del CEO Steve Appleton Micron nomina quale nuovo amministratore delegato Mark Durcan; parte ora la sfida in un mercato, quello delle...

06.02.2012

Cresciuto dell'11% il mercato dei telefoni nel 2011

Risultato positivo nel quarto trimestre 2011 per le vendite di telefoni cellulari, grazie alla spinta delle soluzioni smartphone. Nokia sempre primo produttore,...

06.02.2012

Seagate, buoni risultati trimestrali con crescita di fatturato e utili

L'azienda, pur a fronte di una flessione nelle consegne, registra un balzo di fatturato e utili. La situazione della produzione tornerà alla normalità...