11/01/2011 ore 17:25
IBM: record di brevetti nel 2010
L'ufficio brevetti USA ha riconosciuto ben 219614 brevetti nel corso del 2010, un volume che rappresenta il 31% in più rispetto al numero di brevetti riconosciuti nel corso del 2009, nonché il più singificativo incremento su base annuale.
Darlene Slaughter, general manager di IFI Claims Patent Services che ha curato l'analisi, ha commentato: "La situazione dell'economia non sembra aver rallentato il flusso dei brevetti negli Stati Uniti. C'è ancora un arretrato di brevetti in attesa, ma il numero delle concessioni continua a crescere anche dopo un periodo di recessione economica"
Per il diciottesimo anno consecutivo IBM continua a dominare la classifica, con l'impressionante volume di 5896 brevetti registrati solamente nel 2010, con una crescita del 20% rispetto al 2009. Alle spalle di IBM si posiziona Samsung, con 4551 brevetti depositati ed un incremento del 26% rispetto all'anno precedente e, a completamento del podio, vi è Microsoft in terza posizione con 3094 brevetti ed un incremento del 6,5%. IBM, inoltre, è la prima realtà ad infrangere il record di oltre 5000 brevetti registrati in un solo anno di attività.
Apple, Qualcomm e NEC sono invece le aziende che stabiliscono il podio delle maggiori crescite, in termini di registrazione di brevetti. La Mela ne registra 563, con un incremento del 94% rispetto al 2009 e si piazza in 46esima posizione. Qualcomm registra una crescita dell'84% con 657 brevetti depositati, che la collocano al 41esimo posto, mentre NEC, alla 39esima posizione e con 680 brevetti, segna una crescita del 74%.
Le aziende statunitensi hanno, complessivamente, registrato il 50,3% di tutti i brevetti, seguite dalle aziende giapponesi con il 21,3%. La Corea è ad un distante terzo posto con il 5,4% e tallonata dalla germania al 5,2%. A seguire Taiwan, con Hon Hai Precision Industry, altresì nota come Foxconn, che al 13esimo posto ha registrato 1438 brevetti, il 44% in più di quanto depositato nel 2009.
Il primato di IBM non fa che confermare la tendenza, già rilevata qualche mese fa, della compagnia a concentrarsi maggiormente sulle attività di ricerca rispetto a quelle di pura produzione. In questo modo IBM sta costruendo una roccaforte attorno alle proprie tecnologie, in maniera tale che chiunque voglia utilizzarle debba obbligatoriamente passare per accordi di licenza, con i quali Big Blue può facilmente batter cassa.








