23/11/2011 ore 08:05
Il difficile momento delle vendite per l'elettronica di consumo
Il mercato dell'elettronica di consumo non sta registrando i risultati, in termini di vendite su livello mondiale, che a inizio anno ci si poteva attendere. Complice di questo risultato la crisi economica internazionale, con le inevitabili ripercussioni in termini di propensione all'acquisto da parte dei consumatori.
I dati forniti da iSuppli confermano il periodo difficile per le aziende che operano in questo settore: le stime per la fine dell'anno riportano un fatturato di 357,3 miliardi di dollari, in crescita dell'1,5% rispetto all'anno 2010. le stime inizialmente formulate, tuttavia, indicavano una crescita attesa del 6,4% su base annuale per il 2011.
A titolo di confronto l'anno 2010 aveva visto una crescita del fatturato, rispetto ai 12 mesi precedenti, del 7,9%; questo conferma come lo scenario che si presenta a livello attuale sia particolarmente difficile per le aziende impegnate nel settore. Le stime per l'ultimo trimestre 2011, forte della stagione di vendite natalizia, sono in ogni caso interessanti e dovrebbero contribuire a dare un po' di respiro al settore, utile anche per i primi mesi del 2012.
A incidere in negativo sul risultato complessivo le vendite di televisori LCD, capaci di incidere da soli per circa il 30% del fatturato di dispositivi di elettronica di consumo. Per il 2011 si attendono vendite pari a 104 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 110 miliardi di dollari inizialmente stimati. A contribuire alla riduzione della crescita anche la vendita di dispositivi multimediali portatili quali ad esempio i lettori MP3: in questo caso si tratta di progressiva obsolescenza, con vendite che si stanno spostando verso altre tipologie di prodotti (quali gli smartphone, ad esempio) che racchiudono al proprio interno anche le funzionalità tipiche di questi prodotti di elettronica di consumo.
Le stime per i prossimi anni sono in ogni caso interessanti: iSuppli si attende un aumento progressivo del fatturato sino a sfiorare la quota di 400 miliardi di dollari di vendite per gli anni 2014 e 2015: il 2012 e il 2013 dovrebbero quindi rappresentare una svolta rispetto al risultato difficile del 2011.








