12/11/2009 ore 17:39
Intel e AMD, una pace da 1,25 miliardi di Dollari
Non abbiamo notizia di una stretta di mano più costosa di quella fra Intel e AMD. Una notizia quasi da primo di aprile, se non fosse che siamo a novembre e l'andamento delle borse in queste ore frenetiche non confermassero che siamo di fronte ad una notizia tremendamente vera. Intel si è accordata per pagare 1,25 Miliardi di Dollari USA ad AMD, in cambio del ritiro delle cause legali che il concorrente di sempre ha intentato contro Intel stessa nello stato del Delaware e in Giappone, non ancora giunte ad una sentenza.
Ricordiamo che la multa UE ai danni di Intel, da oltre 1 miliardo di Euro, si è trattata di una sanzione che in nessun modo aveva a che fare con un risarcimento nei confronti di AMD. Si trattava di una multa in senso stretto, che ha messo sicuramente basi molto solide ad AMD per vincere una causa differente. Con un precedente di colpevolezza importante come quello puntualizzato dalla UE, AMD aveva la strada spianata per un esito positivo nella causa in corso nello stato del Delaware, USA, avente come scopo quello di ottenere da Intel un risarcimento danni davvero importante.
Evidentemente al lavoro già da qualche tempo, le diplomazie Intel e AMD sono arrivate ad un accordo sotto forma di comunicato ufficiale che ha del sorprendente. Citiamo per poi tradurre: "While the relationship between the two companies has been difficult in the past, this agreement ends the legal disputes and enables the companies to focus all of our efforts on product innovation and development".
"Sebbene i rapporti fra le due aziende non sono stati dei più facili in passato, questo accordo pone fine alle dispute legali e permetterà alle aziende di concentrarsi sull'innovazione e lo sviluppo". Quale accordo? In primis un nuovo accordo di cross-licensing della durata di cinque anni per le tecnologie utilizzate nella realizzazione di processori x86. A margine, si fa per dire, Intel firmerà una "constatazione amichevole" da 1,25 Miliardi di Dollari da versare ad AMD, in cambio del ritiro di ogni disputa legale in corso.
Queste sono i comportamenti, definiti nell'accordo, che vengono proibiti ad Intel:
Offering inducements to customers in exchange for their agreement to buy all of their microprocessor needs from Intel, whether on a geographic, market segment, or any other basis (Section 2.1.1.a of the agreement which will be made publicly available via filings with the SEC later today)
Offering inducements to customers in exchange for their agreement to limit or delay their purchase of microprocessors from AMD, whether on a geographic, market segment, or any other basis (Section 2.1.1.b)
Offering inducements to customers in exchange for their agreement to limit their engagement with AMD or their promotion or distribution of products containing AMD microprocessors, whether on a geographic, channel, market segment, or any other basis (Section 2.1.2a-b)
Offering inducements to customers in exchange for their agreement to abstain from or delay their participation in AMD product launches, announcements, advertising, or other promotional activities (Section 2.1.2.b)
Offering inducements to customers or others to delay or forebear in the development or release of computer systems or platforms containing AMD microprocessors, whether on a geographic, market segment, or any other basis (Section 2.2.2 and 2.1.2)
Offering inducements to retailers or distributors to limit or delay their purchase or distribution of computer systems or platforms containing AMD microprocessors, whether on a geographic, market segment, or any other basis (Section 2.2.1)
Withholding any benefit or threatening retaliation against anyone for their refusal to enter into a prohibited arrangement such as the ones listed above.
Il primo riflesso diretto, a caldo, è legato a GlobalFoundries: l'accordo rinnovato infatti lascia carta bianca alla nuova azienda, nata dalla operazione di spin off dell'attività produttiva di AMD, alla produzione di processori x86 per conto dell'azienda americana, senza che Intel possa vantare la violazione di alcune delle proprie proprietà intellettuali legate alle architetture x86.
Non serve un analista per intuire che, se queste cause fossero giunte ad una conclusione sotto forma si sentenza, Intel avrebbe probabilmente speso molto di più, scegliendo quindi in tempo il minore dei mali pur con i tempi lunghi della giustizia, anche americana. Una cosa è certa: la notizia, riportata direttamente da AMD, sta causando movimenti in borsa e cambiamenti nelle prospettive future nel settore dei processori. Oltre, ovviamente, a qualche bottiglia di champagne stappata dalle parti di Sunnyvale e Austin, dove l'aplomb tipico degli ambienti lavorativi USA lascerà il posto ad una serata di follie, per una volta tollerate.








