05/08/2010 ore 10:05
Intel e FTC, i dettagli dell'accordo
Come anticipato nel corso della giornata di ieri, la Federal Trade Commission ed Intel Corporation hanno trovato un punto di convergenza sulla diatriba sollevata lo scorso mese di novembre dalla FTC, la quale ha accusato il colosso di Santa Clara di mettere in atto pratiche sleali volte ad ostacolare la competizione e la concorrenza.
La Federal Trade Commission ha riliasciato un comunicato ufficiale tramite il quale vengono dettagliati i punti cruciali dell'accordo di patteggiamento. L'accordo rappresenta inoltre un ulteriore passo avanti rispetto alle misure disposte in occasione di altri casi antitrust nei quali è stata coinvolta Intel, permettendo di riequilibrare la concorrenza danneggiata dalle presunte tattiche adottate da Intel, lasciando spazio a quest'ultima per continuare ad innovare e ad offrire i propri prodotti a prezzi competitivi.
Jon Leibowitz, presidente della Federal Trade Commission, ha commentato: "Questo caso dimostra la volontà della Commissione nello sfidare le condotte anticompetitive anche delle compagnie più potenti nei settori industriali di più rapido movimento. Accettando questo accordo, apriamo la porta alla competizione e affrontiamo la condotta anticompetitiva di Intel in una maniera che non sarebbe stato possibile ottenere in un giudizio definitivo se non nel giro di parecchi anni da ora. Tutti, Intel inclusa, ottengono in questo modo una serie di rassicurazioni sulle regole del gioco, che permettono a chiunque di proseguire il cammino in questo settore così dinamico e di costruire prodotti più innovativi".
Come detto poco sopra, le disposizioni della FTC vanno oltre a quelle raggiunte in precedenti casi antitrust dal momento che l'accordo va a proteggere la concorrenza sui mercati delle CPU, delle GPU e dei chipset, e non un singolo concorrente.
In particolare, due sono i divieti che vengono disposti: Intel non potrà più applicare vantaggi ai produttori di computer sulla base della loro promessa di acquistare chip in esclusiva da Intel, e non potrà ritorcersi, mediante l'annullamento di benefici, contro i produttori di PC che decidono di portare avanti il proprio business anche con altri fornitori diversi da Intel.
Accanto ai due divieti, vi sono inoltre quattro richieste: la FTC chiede ad Intel di modificare gli accordi di proprietà intellettuale attualmente in corso con AMD, NVIDIA e VIA, in modo tale queste compagnie abbiano più libertà per poter considerare fusioni o joint-venture con altre realtà, senza la minaccia di essere accusate da Intel per violazione di brevetto; viene richiesto di offrire un'estensione di cinque anni degli accordi di licenza x86 stipulati con VIA, in scadenza nel 2013; si richiede di mantenere per almeno sei anni l'interfaccia PCI Express in maniera tale da non limitare le prestazioni delle GPU; infine viene fatta richiesta di informare gli sviluppatori software del fatto che il compilatore Intel va a discriminare tra processori Intel e non-Intel, con la possibilità di non sfruttare appieno le caratteristiche di questi ultimi. Intel dovrà inoltre rimoborsare tutte le software house che intendono ricompilare il proprio software impiegando un compilatore non-Intel.
Stringato e piccato il commento di Intel in merito all'accordo. Doug Melamed, senior vice president di Intel, nonché rappresentante legale, dichiara: "Questo accordo offre un contesto che ci permetterà di continuare a competere e fornire ai nostri clienti i migliori prodotti possibili al miglior prezzo. L'accordo ci permette di porre la parola fine alle spese e alle distrazioni della diatriba con la FTC". L'accordo, sottolinea inoltre il colosso dei processori, dichiara espressamente che Intel non ammette alcuna violazione della legge ne' che i fatti citati nelle accuse corrispondano a verità.








