Nanotubi di carbonio: dannosi per la salute dell'uomo? 10/05/2006 ore 09:35

Nanotubi di carbonio: dannosi per la salute dell'uomo?

Autore: Andrea Bai Categoria: Software
Diverse ricerche mettono in luce come i nanotubi di carbonio possano rappresentare un rischio concreto per la salute dell'uomo.

Nel corso degli ultimi anni sono nati diversi progetti che prevedono l'utilizzo di tecniche proprie della nanotecnologia per la realizzazione di prodotti e tecnologie sempre più all'avanguardia. Ciò accade in moltissimi campi come quello medico, quello chimico e anche in quello informatico.

Hardware Upgrade ha pubblicato una serie di news riguardanti le nuove possibilità offerte dalle nanotecnologie in ambito informatico, come le memorie con nanotubi di carbonio, uno studio per incrementare la durata delle batterie e addirittura dissipatori di calore ad elevata efficienza.

Come spesso accade quando qualcosa di nuovo viene visto come "terra promessa" per il futuro dell'uomo, ecco che nascono parimenti studi relativi alle eventuali ripercussioni sulla salute dell'uomo stesso. Da alcuni studi, più o meno recenti, emerge che i nanotubi di carbonio possono rappresentare un rischio per la salute.

In particolare nel corso del 2004 la NASA ha condotto una ricerca presso il Johnston Space Center nel corso della quale è stato dimostrato come i nanotubi di carbonio, una volta raggiunti i polmoni, risultano più tossici di elementi come il carbone e il quarzo a parità di peso. Nel 2005 i ricercatori presso l' University of Texas a El Paso hanno invece registrato per i nanotubi di carbonio una tossicità paragonabile a quella del crisotilo, o amianto bianco (responsabile di malattie quali l'asbestosi).

L'ultima indagine è dello scorso mese di marzo ed è stata condotta dai ricercatori della Tottori University che hanno fotografato come i nanotubi di carbonio, una volta entrati nel flusso sanguigno per via alveolare dopo un breve contatto con i polmoni, sono in grado, data la carica elettrica negativa, di legarsi ai globuli rossi e quindi rappresentare una fonte di possibili complicazioni future.

Di contro i nanotubi di carbonio possono rappresentare una struttura ideale per la crescita ossea in particolare per il recupero di fratture a seguito di incidenti. Vi sarebbero inoltre altre nanoparticelle, costituite da ossidi di Cerio e Ittirio, con proprietà antiossidanti e potenzialmente benefiche per la sopravvivenza delle cellule.

La domanda attualmente più pressante è se il pericolo paventato da queste ricerche è circoscritto solamente a coloro i quali per motivi di lavoro si trovano ad essere esposti in modo continuativo alle nanoparticelle o se la eventuale diffusione di prodotti e tecnologie facenti uso di nanoparticelle potrebbe rendere chiunque soggetto a tali rischi. Purtroppo non è ancora possibile dare una risposta. La Commissione Europea e il NIOSH (National Institute for Occupational Safety and Health) sono al lavoro per fare luce sulla questione.

Fonte: Dailytech

Commenti (39) 

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Commento # 1 di: Pistolpete pubblicato il 10 Maggio 2006, 09:58
Un concetto che non è MAI banale, ed è spesso sottovalutato:
prima la salute, poi tutto il resto.
Commento # 2 di: ronthalas pubblicato il 10 Maggio 2006, 10:00
in teoria... molto in teoria, per me utente medio di un banco di RAM ai nanotubi non dovrebbe essere possibile ingerirli o respirarli, a meno di non mangiare o spaccare fisicamente il modulo...
Commento # 3 di: dsajbASSAEdsjfnsdlffd pubblicato il 10 Maggio 2006, 10:01
hm ma non credo che eventuali circuiti in nanotubi si sfaldino cosi facilmente.... altrimenti ( immagino ) che cesserebbero di funzionare ( a meno che non abbiano proprietà magiche che non conosco)
penso che rappresenti un problema per chi deve lavorare in fabbriche di questo tipo più che altro...
Commento # 4 di: Drakogian pubblicato il 10 Maggio 2006, 10:03
Caspita non è una bella notizia. Ho sempre pensato che la tecnologia dei nanotubi avesse delle ottime potenzialità. Ora, se verranno confermati i dati di queste ricerche, si porranno grossi problemi specialmente sul futuro smaltimento di questo meteriale (vedi amianto bianco - asbestosi).
Commento # 5 di: gioggio pubblicato il 10 Maggio 2006, 10:16
come l'amianto? cavolo...
con tutte le ventole che ci sono in giro in un pc medio, io ci penserei bene prima di metterli in un posto chiuso dove sto otto ore al giorno... ma proprio bene...

con il mesotelioma della pleura non si scherza neanche un po'...
Commento # 6 di: burnit pubblicato il 10 Maggio 2006, 10:18
Il fatto è che le nanoparticelle sono così piccole da viaggiare indisturbate nello spazio. Ok, se il nanotubo si "spacca", non funziona più, concordo... ma se emetterebbe una quantità non indifferente di nanoparticelle?

http://www.arcoiris.tv/modules.php?...mp;ext=_big.wmv
Commento # 7 di: rekjasdsadsae3kkklnsadds pubblicato il 10 Maggio 2006, 10:24
Ma all'interno delle batterie sono gia` presenti composti chimici di per se' altamente tossici e corrosivi.
Commento # 8 di: Yesterday pubblicato il 10 Maggio 2006, 10:30
Infatti, come per le batterie, il vero problema ritengo sia lo smaltimento del prodotto non più utilizzato.
Commento # 9 di: LASCO pubblicato il 10 Maggio 2006, 10:30
Purtroppo di micro e nanoparticelle dannose ne ingeriamo in continuazione, sia mangiando vari cibi confezionati (di tutte le marche) a causa dei macchinari di lavorazione (presse, macine) che perdono microparticelle di metalli pesanti durante la lavorazione, sia attraverso le nanoparticelle prodotte dagli inceneritori e cosi' via.
Ci vorrebbe una regolamentazione seria e rigorosa, ma quando c'è di mezzo il profitto di grosse aziende e multinazionali il compito diventa arduo.
Commento # 10 di: Marino5 pubblicato il 10 Maggio 2006, 10:37
il problema delle nanoparticelle è che date le loro misure, quantificabili in nanometri, appunto, non vengono filtrate dal nostro sistema respiratorio 8così come non vengono filtrate da alcun filtro oggi in commercio) e vengono così assimilate dal nostro organismo.. ma se sono abbastanza piccole da passare insosservate per narici e bronchi, non lo sono abbastanza per il nostro organismo, che come abbiam detto, legandosi alle cellule arrivano a provocare effetti sconolgenti..
e questo pericolo non è rappresentato solo dalle annotecnologie.. diciamo che l'aria è fitta fitta di queste particelle.. in città le provocano i bitumi, lo sfaldamento di pietre e muri, come dell'asfalto, fumo da incendi o comunque fuochi di materiali fisici e probabilmente anche gassosi, natuaralmente lo smog (specialmente il fumo dei diesel, che contiene particolato.. perchè è cancerogeno secondo voi?si, esatto, nanopartcelle)..
in casa nostra siamo già circondati da elementi che sfaldandosi per l'attrito a livelli infitesimali liberano nell'aria elementi dannosi..
il problema principale di quezte nuove nanoecnologie è che se oggi queste particelle nelle nostre case sono portate dallo sfaldamento di elemeni grossi, in questo caso il processo sarà molto più veloce: mi spiego meglio: se oggigiorno un normale pc nel funzionamento emette n nanoparticelle dovute che so agli effetti di sbalzi termici, in un futuro dominato da queste teconolgie questo numero sarà esponenzalmente più alto! purtroppo mi manca il linguaggio tecnico medico per poter spiegare questi concetti in parole più precise, ma spero cheil concetto sia chiaro..
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