30/06/2009 ore 10:10
Nehalem e Istanbul: le nuove cpu non sono abbastanza per Facebook
Le novità introdotte da AMD e Intel in termini di nuove architetture di processore per sistemi server non sembrano poter rappresentare per l'infrastruttura di Facebook un aiuto nella gestione del crescente traffico generato dal popolare social network, almeno stando alle parole di Jonathan Heiliger, Vice President of Technical Operations di Facebook.
Questo un estratto di quanto dichiarato da Heiliger in un'intervista pubblicata a questo indirizzo:
"the biggest thing was less-than-anticipated performance gains from new micro-architectures, so new CPUs from guys like Intel and AMD. The performance gains they're touting in the press, we're not seeing in our applications."
E' evidente come l'approccio del responsabile tecnico di Facebook sia particolarmente critico nei confronti sia di Intel sia di AMD, aziende che hanno presentato nuovi processori server rispettivamente nella forma delle soluzioni Xeon 5500 basate su architettura Nehalem e Opteron a 6 core, della famiglia Istanbul.
E' possibile che queste nuove archietture di processore, con le quali è possibile ottenere sensibili incrementi prestazionali rispetto a precedenti cpu in commercio sia di Intel che di AMD in moltissimi ambiti di utilizzo, non abbiano portato Facebook ad ottenere elevati livelli di scalabilità del proprio codice. D'altro canto, viene da pensare che il codice utilizzato da Facebook possa non essere stato ottimizzato al meglio e per questo motivo non siano stati registrati quegli incrementi prestazionali che un incremento nel numero dei core del 50%, per i processori Opteron Istanbul, o un'architettura radicalmente nuova, per le soluzioni Xeon Nehalem, lasciano facilmente prevedere.
Per usare un paragone automobilistico, del resto, non è una macchina eccellente a fare un buon pilota: se il codice dell'applicazione non sfrutta le novità architetturali e soprattutto non è in grado di beneficiare della capacità di esecuzione parallela di questi processori non possono che conseguire ridotti margini di scalabilità delle prestazioni.









