13/01/2012 ore 09:21
Nokia, 37 milioni di smartphone Windows Phone nel 2012
37 milioni di pezzi. Questo è, secondo la società di analisi di mercato Morgan Stanley, il volume di consegne di soluzioni smartphone equipaggiate con sistema operativo Windows Phone 7.5 che l'azienda finlandese Nokia riuscirà a effettuare nel corso del 2012.
Secondo le previsioni di Morgan Stanley, le vendite di smartphone Nokia arriveranno nel complesso a 77 milioni di unità nel corso dell'anno, con 40 milioni di terminali Symbian e, come accennato, 37 milioni di terminali Windows Phone. Proporzioni che sono destinate a variare considerevolmente nel corso del 2013, con la compagnia finlandese che dovrebbe essere in grado di vendere 64 milioni di smartphone Windows Phone 7.5 e 16 milioni di smartphone Symbian.

Nel computo complessivo elaborato da Morgan Stanley, come riporta il sito web All Things Digital, vengono inoltre inseriti anche gli smartphone Windows Phone 7.5 commercializzati da HTC, con previsioni di vendita di 6 milioni di pezzi per l'anno in corso e di circa 10 milioni nel corso del 2013. Le vendite combinate di smartphone Windows Phone da Nokia e HTC saranno di 43 milioni nel 2012 per crescere a 74 miloni di pezzi nel 2013.
Le previsioni sembrano quindi essere favorevoli per Microsoft, che in questo modo sarà in grado di arrivare ad agguantare un 8%-10% del mercato rispetto all'attuale 1% circa, diventando così formalmente il terzo sistema operativo mobile presente sul mercato accanto ad Android e iOS.
E' però guardando Nokia che la situazione appare tutt'altro che rosea: nel corso del 2010 l'azienda finlandese ha commercializzato 100 milioni di smartphone, le stime per il 2011 e le previsioni per il 2012 parlano di un volume di consegne di 77 milioni, mentre le previsioni del 2013 si attestano a 80 milioni. Se questa progressione dovesse risultare confermata, l'azienda vedrà assottigliarsi il proprio market share dal 18% del 2011 all'11% del 2012 per arrivare all'8% nel 2013. Certamente una prospettiva poco incoraggiante, soprattutto considerando che la realtà finlandese è arrivata negli scorsi anni a detenere un terzo circa del mercato.








