Rendering on the cloud, grazie a FELIX Online Rendering 17/06/2010 ore 16:47

Rendering on the cloud, grazie a FELIX Online Rendering

Autore: Paolo Corsini Categoria: Software
Con FELIX Online Rendering è possibile per studi grafici, professionisti edella fotografia e aziende di varie dimensioni delegare all'esterno tutta la potenza di calcolo richiesta per la gestione di rendering complessi

FELIX Online Rendering è una nuova proposta messa a disposizione di professionisti della grafica, studi di architettura, del design e di prototipazione virtuale, con la quale risolvere le esigenze di elaborazione interne legate al rendering di oggetti. La logica utilizzata è quella del cloud computing: FELIX fa svolgere le operazioni di elaborazione più gravose in un datacenter dedicato, sgravando i propri clienti dalla necessità di acquistare costose soluzioni software accanto ad una infrastruttura hardware in grado di sostenere il peso e la complessità delle elaborazioni.

L'approccio, quindi, può essere adattato tanto al professionista individuale come all'azienda di medio grande dimensioni, e più in generale a tutti quegli scenari d'uso nei quali sia antieconomico procedere con sostanziosi investimenti in infrastruttura e componentistica per gestire le elaborazioni di rendering. Con FELIX tutto questo può essere delegato all'esterno, gestendo sul terminale in locale il software di controllo (al momento attuale disponibile solo su piattaforma Windows ma presto disponibile anche per sistemi MacOS e Linux) e lasciando che sia il cluster server remoto, situato in un datacenter specializzato, a gestire l'elaborazione.

L'engine di rendering utilizzato è quello Maxwell Render, residente sui server utilizzati in cloud per gestire le elaborazioni in remoto. Grazie all'accordo tra Stack! Studios e Next Limits, azienda titolare di Maxwell Rendering, utilizzando FELIX l'utente non dovrà in alcun modo sostenere costi legati alla licenza d'uso dell'engine di rendering.

Come avviene l'elaborazione parallela? L'utente, dal proprio terminale, può inviare ai server del servizio anche differenti rendering in parallelo, assegnando a ciascuno progetto da un minimo di 40 sino a un massimo di 160 core. Il sistema esegue in automatico dei salvataggi di backup: i rendering vengoono salvati in un formato proprietario, all'interno del quale sono presenti anche i backup. Un approccio di questo tipo apre spazio alla massima flessibilità possibile per l'utilizzatore, libero di eseguire varie modifiche ai propri progetti mantenendo sempre la possibilità di ritornare indietro senza perdere il lavoro già eseguito.

Dove vengono eseguite le elaborazioni? FELIX è eseguito in un datacenter situato nelle vicinanze di Stoccolma, in quello che era un ex bunker antiatomico. La sicurezza dei dati elaborati per conto dei clienti è basata su un sistema di cifratura a 256bit oltre che dalla difficile accessibilità ai locali.

Uno dei punti di forza di FELIX è quello di utilizzare un pannello di gestione che è slegato agli approcci tradizionali dei software di rendering, ma molto vicino per impostazione a quanto familiare per studi di architettura e di fotografia. Non solo: FELIX permette di utilizzare un pacchetto di librerie collaborative di materiali, texture, environment e oggetti 3D, con un numero che al momento attuale supera i 3.500 oggetti. L'approccio adottato è di tipo collaborativo: gli utenti possono sviluppare propri oggetti, rendendoli disponibili ad altri utilizzatori, o acquistarne altre sviluppate da terze parti.

Ulteriori informazioni su FELIX Online Rendering sono disponibili a questo indirizzo.

Commenti (4) 

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Commento # 1 di: Rubberick pubblicato il 17 Giugno 2010, 17:10
molto ma molto interessante
Commento # 2 di: :dissident: pubblicato il 17 Giugno 2010, 18:51
A dire il vero ce ne sono gia' parecchi di servizi del genere, ma hanno come punto debole il fatto di usare solitamente soluzioni proprietarie a livello software, cosa che li limita molto per quanto riguarda la qualita' finale del lavoro.
Commento # 3 di: homero pubblicato il 17 Giugno 2010, 18:56
quando parlano di bunker antiatomico e cifratura a 256bit mi viene da ridere....

questi server non funzionavano quando i render duravano 24 ore figuriamoci oggi che durano al piu' 2 ore...

comunque sia...
Commento # 4 di: intermut82 pubblicato il 17 Giugno 2010, 21:02
be si vedra si cosa sono capaci quei server...
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