06/07/2012 ore 11:51
Samsung e Toshiba, misure per ridurre il calo dei prezzi delle memorie NAND Flash
Samsung Electronics e Toshiba stanno valutando la possibilità di rallentare l'espansione della capacità produttiva dei propri stabilimenti che operano con wafer da 300 millimetri di diametro allo scopo di porre un freno alla costante flessione dei prezzi dei chip di memoria NAND flash.
Entrambe le realtà hanno già effettuato il passaggio ai nodi produttivi di 21 nanometri (Samsung) e 19 nanometri (Toshiba), che ha già permesso di incrementare la capacità produttiva per le memorie flash. La crescita della domanda, tuttavia, non è stata in grado di procedere di pari passo con l'espansione della capacità produttiva, portando così ad un eccessivo affollamento delle scorte e ad un conseguente calo di prezzi.
Sia Samsung, sia Toshiba stanno quindi valutando la possibilità di rimandare in un secondo momento l'espansione dei propri stabilimenti, con lo scopo di prevenire un'ulteriore discesa dei prezzi delle memorie. Fino a questo punto dell'anno la domanda per le memorie NAND flash per sistemi Ultrabook e per gli SSD non si è assestata sui livelli sperati, portando così ad una progressiva e costante flessione dei prezzi.
Nonostante la domanda continui a restare stagnante, nel corso del mese di giugno i prezzi delle memorie NAND flash hanno comunque assistito ad una stabilizzazione, principalmente per via dell'intenzionale riduzione delle forniture ai distributori cinesi da parte di Samsung.








