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Effetto Thailandia sugli hard disk, ecco i primi dati ufficiali

iSuppli ha reso note le stime di vendita degli hard disk per il quarto trimestre dell'anno: si parla di un -30% nelle vendite, che calano così ai livelli della crisi del 2008 per lo stesso periodo
Alessandro Bordin - 23/11/2011, 12:11

Abbiamo avuto modo di parlare diverse volte delle alluvioni in Thailandia e delle ripercussioni che queste hanno avuto sull'industria che gravita intorno al mondo della tecnologia. Diverse dichiarazioni si sono susseguite da parte dei produttori, con scenari diversi a seconda dell'entità del danno stimato.

Dati alla mano, iSuppli è in grado di dare i primi risultati ufficiali e stime per il trimestre in corso, mettendo in mostra l'entità del problema per quanto riguarda gli hard disk, una componente utilizzata nella quasi totalità dei sistemi PC e, di conseguenza, in grado di condizionare di molto il mercato.

iSuppli

Le vendite totali di hard disk per il quarto trimestre 2011 si assesterà intorno alle 125 milioni di unità, ovvero un quantitativo inferiore di quasi il 30% (-28,6%) rispetto al trimestre precedente. Si tratta di una cifra fortemente contratta dai problemi asiatici, che porta le vendite al livello della crisi che ha colpito il mondo nel 2008 nello stesso periodo dell'anno.

Oltre il 25% dei centri produttivi mondiali di hard disk si trova infatti nelle aree della Thailandia colpite dall'alluvione. Le aziende più colpite risultano essere Western Digital e Toshiba, alle quali è venuto a mancare rispettivamente il 60% e il 50% della produzione ordinaria. Le due aziende, accorpate, costituiscono il 25% dell'intero mercato di hard disk, cifra che sale al 45% prendendo in considerazione solo il settore dei notebook.

Le perdite per Western Digital in termini di fatturato saranno ingenti, per il quarto trimestre: le cifre parlano di qualcosa compreso fra 1,05 e 1,25 miliardi di dollari USA, ovvero meno della metà dei 2,6 miliardi di dollari fatturati nel corso del trimestre precedente.

Le previsioni potranno quindi essere di vantaggio a Seagate Technology, molto meno colpita dal disastro rispetto ai concorrenti, che potrebbe garantire un passo avanti in termini di market share per qualche trimestre. Tutta da verificare, in ogni caso, la fornitura di componentistica utilizzata dei dischi Seagate non direttamente prodotta dall'azienda.

Il problema hard disk porterà sicuramente problemi di fornitura anche ai produttori di PC, essendo il disco rigido una componente essenziale, non certo sostituibile con unità SSD molto più costose. Le previsioni indicano come le aziende più coinvolte nel problema saranno Dell Inc., Apple Inc., Asustek Computer Inc., Hewlett-Packard Co.e Lenovo.



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