In più occasioni abbiamo avuto modo di parlare dell'importanza che il protocollo IPv6 avrà in un futuro ormai prossimo: secondo gli esperti, l'elevata saturazione raggiunta dagli indirizzamenti del protocollo IPv4 attualmente utilizzato da Internet porterà all'esaurimento degli indirizzi disponibili nel giro di 3-5 anni.
Per far fronte a questo problema e favorire l'adozione del nuovo protocollo, lo scorso febbraio l'ICANN - Internet Corporation for Assigned Names and Numbers - ha provveduto ad aggiungere nei database di 6 dei 13 root server, ovvero i server che formano la master list di tutti i nomi di dominio di primo livello, i record "AAAA".
Stando però ad alcuni dati statistici recentemente diffusi da Arbor Networks, pare che gli sforzi fatti per favorire la diffusione di IPv6 siano stati sostanzialmente vani: solamente lo 0,0026% del traffico di rete si appoggia al nuovo protocollo.
Per il proprio studio, Arbor Networks ha collaborato con 91 Internet Service Provider, collezionando informazioni anonime su 2393 router di primo e secondo livello e circa 280.000 utenti. Ad oggi si tratta della più ampia e completa ricerca sul traffico IPv6.
"E' chiaro adesso che i nostri ottimistici piani per l'adozione del protocollo IPv6 sono falliti. Tuttavia l'esaurimento degli indirizzi IPv4 è una cosa reale per cui saremo costretti a passare a IPv6", ha commentato Craig Labovitz, Chief Shientist di Arbor Networks.
Secondo Labovitz per favorire la diffusione del protocollo IPv6 è necessaria una forza che agisca dall'alto: "Basandomi sulle nostre analisi, con l'attuale tasso di adozione siamo lontani 10 o più anni da una pervasiva diffusione di un doppio stack in grado di supportare contemporaneamente IPv4 e IPv6. Detto questo, saranno i governi a dover spingere sull'adozione del nuovo protocollo". A titolo di esempio Labovitz cita le recenti olimpiadi di Pechino: proprio in tale occasione, infatti, il governo cinese ha imposto l'utilizzo della tecnologia IPv6.