Con la recente acquisizione del motore di ricerca semantico Powerset, Microsoft sembrava essersi decisa a chiudere definitivamente il discorso Yahoo! e a riorganizzarsi per percorrere altre strade. Nella realtà, le cose si stanno però evolvendo diversamente: stando ad una lettera inviata lo scorso Lunedì da Carl Icahn agli azionisti di Yahoo!, pare che Microsoft potrebbe ritornare sui propri passi e riaprire le trattative con il motore di ricerca, ma solamente se Icahn riuscirà a spodestare l'attuale consiglio di amministrazione.
Nella lettera Icahn afferma di aver avuto nel corso dell'ultima settimana molte conversazioni con Steve Ballmer e altri membri del management di Microsoft. Secondo quanto riportato da Icahn nella lettera, ciò che è emerso da queste conversazioni è che Microsoft reputa l'attuale board di Yahoo! inaffidabile e conseguentemente non è più interessata a qualsiasi tipo di trattativa. "Durante questo periodo, l'attuale board non ha saputo amministrare la compagnia. Microsoft metterebbe i propri soldi a rischio e potrebbe perdere molto", ha scritto Icahn.
Icahn inoltre scrive che Ballmer ha detto in modo chiaro che se verrà eletto un nuovo consiglio amministrativo, Microsoft potrebbe tornare ad interessarsi a Yahoo! e a discutere nuovamente dei termini della trattativa, riprendendo da dove si era interrotta. La lettera, benché suoni molto come una campagna elettorale per convincere gli azionisti ad eleggere la board proposta da Icahn, illustra in modo chiaro quali sono gli scopi del miliardario.
Da Redmond, Microsoft ha confermato a grandi linee quanto riportato da Icahn nella lettera agli azionisti, senza tuttavia entrare nel merito delle capacità dell'attuale consiglio amministrativo e del CEO Jerry Yang. Non è da escludere infatti che Microsoft stia intrattenendo un dialogo anche con l'attuale consiglio amministrativo, in modo da non precludersi nessuna strada.
Nel frattempo la notizia ha avuto anche un influsso benefico sul titolo di Yahoo! in borsa, che Lunedì ha riaperto a Wall Street con un rialzo netto del 10%, per portarsi oggi ad un valore che si aggira attorno ai 24 dollari circa per ogni singola azione.