Nel corso degli ultimi mesi uno dei principali concetti che ha saputo catalizzare maggiormente l'attenzione dell'industria IT è stato sicuramente il Cloud Computing. Dare una definizione univoca del termine non è semplice: da un punto di vista tecnico si tratta di un insieme di tecnologie e di apparati di natura eterogenea piuttosto complessi per il calcolo distribuito, mentre nell'ottica di un normale utente si tratta più semplicemente di un'infrastruttura che gli consente avere il proprio ambiente di lavoro sempre a disposizione tramite una qualsiasi postazione Internet.
Molti nomi importanti dell'industria IT si sono impegnati nel corso dell'ultimo anno per spingere sullo sviluppo di tecnologie per il Cloud Computing: lo scorso maggio ad esempio Google e IBM hanno annunciato lo sviluppo di una propria rete basata su questo paradigma, seguiti poi da HP, Intel e Yahoo! con un altro progetto analogo presentato verso la fine di luglio.

Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation e creatore del progetto GNU, è però dell'opinione che dietro al Cloud Computing si celino alcune insidie decisamente pericolose per gli utenti e in una recente intervista con il giornale britannico The Guardian ha voluto manifestare tutto il suo scetticismo nei confronti di queste tecnologie: "E' stupidità. E' peggio della stupidità: è una campagna di marketing", ha dichiarato Stallman.
Secondo Stallman, gli utenti che decidono di usufruire di soluzioni di questo tipo corrono infatti il rischio di rimanere totalmente in balia di chi ha fornito loro il servizio: il pericolo è di rimanere intrappolati in una soluzione proprietaria, con il paradosso di dover pagare somme sempre crescenti per poter continuare ad utilizzare i propri dati e i propri file.