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IBM presenta il nuovo supercomputer Blue Gene/Q

Big Blue presenta il nuovo supersistema della famiglia Blue Gene, attualmente il supersistema più efficiente con un rapporto di 2 gigaflop per watt
Andrea Bai - 18/11/2011, 11:29

In occasione della SC11 di Seattle IBM ha svelato ufficialmente il supercomputer Blue Gene/Q di prossima generazione che, almeno secondo i dati di targa, sarà capace di raggiungere una potenza computazionale di picco di 100 petaflop quando allestito in determinate configurazioni.

Secondo quanto riferito da Jim Herring, responsabile della divisione STG HPC di IBM, il nuovo supersistema è quello della famiglia Blue Gene a mostrare la miglior efficienza energetica, attestata essere di 2 gigaflop per watt, conquistando il primo posto nella classifica TOP500 delle macchine più "green".

Il supersistema Blue Gene/Q è basato su processori IBM PowerPC A2: ciascuno dei processori a 64-bit di Blue Gene/Q è provvisto di 16 core di elaborazione, 32KB di cache di primo livello equamente suddivisa tra dati ed istruzioni mentre la cache di secondo livello consiste di 32MB di memoria DRAM embedded. Un rack di Blue Gene/Q contiene 1024 nodi di elaborazione, pari a oltre 16 mila core.

I controller memoria e di I/O sono integrati sul chip stesso, mentre i nodi I/O sono stati separati dai nodi server, in maniera che sia possibile scalare le configurazioni con piena indipendenza tra computazione e input/output. Un rack può ospitare tra 8 e 128 nodi I/O, anch'essi equipaggiati con processori PowerPC A2. Una nuova caratteristica di questa generazione di Blue Gene è l'aggiunta di un Torus 5D che usa fibra ottica per comunicazioni server-to-server a 40 gigabit al secondo, una velocità quattro volte superiore rispetto alle interconnessioni di Blue Gene/P.

Il nuovo supersistema Blue Gene/Q è già stato richiesto dal Lawrence Livermore National Laboratory e dall'Argonne National Laboratory, con i due sistemi che saranno implementati per aiutare a prevedere il percorso degli uragani, per analizzare il fondo marino per individuare pozzi petroliferi o per la simulazione di armi nucleari e decodificare sequenze genetiche.

Presso il Lawerence Livermore National Laboratory, laboratorio per la sicurezza nazionale per il National Nuclear Security Administration del Dipartimento dell'Energia, il Blue Gene/Q sarà allestito in un sistema chiamato "Sequoia", capace di raggiungere 20 petaflop di picco computazionale e candidandosi così a diventare uno dei più veloci supercomputer del pianeta. IBM installerà 96 rack di Blue Gene/Q all'inizio di dicembre. Il sistema sarà utilizzato per mantenere i deterrenti nucleari degli USA senza il bisogno di test reali, e verrà impiegato per dare una risposta ai problemi della gestione energetica e per comprendere più approfonditamente i cambiamenti climatici.

"Questa macchina fornirà una piattaforma ideale per la ricerca e lo sviluppo di strategie che assicurino che i nostri codici fondamentali siano in grado di funzionare efficientemente su architetture multi-core" ha dichiarato Bob Meisner, responsabile dell'Advanced Simulation and Computing program della National Nuclear Security Administration. "Queste capacità forniranno importanti informazioni nella formulazione della nostra strategia di sviluppo del codice".

L'Argonne National Laboratory - uno dei più grandi laboratori del DOE per la scienza e la ricerca utilizzerà Blue Gene/Q per aiutare a risolvere quelle sfide globali come la progettazione di batterie per auto elettriche, la comprensione delle variazioni climatiche e l'evoluzione dell'universo. Il sistema Mira dell'Argonne, costituito da 48 rack e con una potenza di 10 petaflop, darà agli scienziati e ai ricercatori l'opportunità di lavorare a stretto contatto con staff tecnico di IBM e dei laboratori Argonne per adattare il loro codice allo scopo di sfruttare al massimo le capacità del sistema.



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