L'Internet Corporation for Assigned Names, meglio conosciuto con l'acronimo di ICANN, è responsabile dell'assegnazione degli indirizzi IP e della gestione del sistema dei nomi a dominio di primo livello (Top-Level Domain) generico (gTLD), del codice internazionale (ccTLD) e dei sistemi di root server.
Da qualche anno sono sorti diversi malumori intorno all'ICANN, molti dei quali dovuti al fatto che tale organizzazione è di fatto sotto il controllo del governo statunitense (in particolare è il Dipartimento del Commercio che si occupa dell'ICANN). Da più parti è infatti auspicato una maggiore trasparenza e un atteggiamento più collegiale che conivolga anche altri Paesi. A seguito di questi malumori l'ICANN ha avviato una revisione delle proprie politiche interne ed è prossima all'analisi di One World Trust, una organizzazione indipendente con base nel Regno Unito, che si occupa di assistere quelle realtà che necessitano di una maggiore trasparenza e credibilità sul piano internazionale.
I principali detrattori dell'ICANN sostengono che una organizzazione di tale stampo dovrebbe essere assegnata ad un organismo super-partes come l'ONU o l'ITU (International Telecommunication Union). I sostenitori dell'ICANN non sono invece d'accordo con le opinioni che dipingono il governo Statunitense come particolarmente ingerente nelle operazioni dell'organizzazione ed anzi fanno notare come nel consiglio di amministrazione dell'ICANN vi siano solamente due membri provenienti dal territorio statunitense e che tutti e quindici i membri provengono, di fatto, da tutti i continenti.
L'ICANN ha recentemente tenuto il ventisettesimo International Public Meeting, evento annuale che in questa edizione ha visto come sede la città brasiliana di São Paulo. Tra i temi che più hanno fatto clamore, si è discusso delle modalità da adottare per la graduale rimozione di domini di primo livello ormai caduti in disuso, come il britannico ".gb" che ha lasciato spazio al più attuale ".uk". Ma anche in questo caso la vicenda non è scevra da polemiche: un'organizzazione Russa ha infatti minacciato di citare in giudizio l'ICANN nel caso venga decisa la rimozione del domino di primo livello ".su" (Soviet Union).
Fonte: Arstechnica