Nei giorni scorsi un "hacker" non meglio identificato è riuscito a scovare una delle chiavi di criptatura utilizzata dai lettori HD DVD per la decodifica dei contenuti protetti. La chiave esadecimale è stata prontamente pubblicata e, ripresa da numerosissimi siti e blog, ha repentinamente percorso tutta la rete informatica, diventando di dominio pubblico in pochissimo tempo.
La rapida diffusione della chiave è stata inoltre catalizzata da Digg, uno dei più celebri siti di editoria sociale, ovvero un gigantesco network all'interno del quale gli utenti propongono link a notizie che vengono promosse in prima pagina secondo un sistema di graduatoria che prende in considerazione la valutazione degli utenti della community. Su Digg sono quindi comparsi diversi collegamenti ad altrettante fonti recanti la chiave scoperta dall'hacker di cui sopra.
La RIAA (Recording Industry Association of America, controparte a stelle e strisce della nostra SIAE) non ha accolto favorevolmente l'accaduto: ha inviato a Digg un cosiddetto "Cease and Desist", ovvero un'ingiunzione a rimuovere tutti i link che rimandassero alla chiave esadecimale e, ovviamente, a non proseguire nella pubblicazione di altri collegamenti simili. La RIAA asserisce infatti che la chiave (che non è altro che una serie di numeri e lettere) sarebbe coperta dalle norme sulla proprietà intellettuale e quindi non liberamente divulgabile sulla rete.
Dinnanzi all'ingiunzione lo staff di Digg ha deciso di non scherzare con il fuoco e di provvedere attivamente alla rimozione di quanto richiesto. Fino a qui, "nulla di nuovo", si tratta di un cliché al quale si è già assistito in molte altre occasioni. Ma l'evoluzione della vicenda rappresenta senza dubbio un evento fondamentale nella storia della rete.
La community di Digg, infatti, non ha per nulla apprezzato la decisione dello staff di ottemperare a quanto richiesto e ha portato avanti una rivolta digitale reiterando l'invio di link che rimandassero alla chiave incriminata, più o meno camuffata. A fronte di questa reazione il fondatore di Digg, Kevin Rose, ha pubblicato la propria opinione sul blog ufficiale di Digg, di fatto ritornando sui propri passi relativamente all'ingiunzione ricevuta da parte della RIAA e non ostacolando la pubblicazione di link relativi alla diffusione della chiave di criptatura
Rose ha infatti dichiarato di non voler vedere Digg piegato alla volontà di alcuna azienda, in quanto lo spirito originario del network è quello di fornire un luogo libero e privo di censure all'interno dei quali siano gli utenti a giudicare quali siano le notizie degne di rilievo. Emblematica la chiosa dell'intervento: "Se dobbiamo perdere, almeno moriremo combattendo".
Quanto è accaduto è di fatto la prima vera rivolta digitale da parte del pubblico della rete. Siamo solo agli inizi della battaglia, che questa volta potrebbe avere esiti non così scontati. Siamo dinnanzi alla testimonianza che la rete può dare voce al singolo, rafforzando la collettività: è davvero ancora possibile ignorare un elemento che contraddistingue la società odierna?