Le tecnologie WiMAX stanno catalizzando l'attenzione di addetti ai lavori e non: il recente bando distribuito dal Ministero e le successive critiche da parte di varie associazioni sono stati tra gli argomenti preferiti negli ultimi giorni. L'attualità offre per oggi un'interessante notizia: l' ITU ha assegnato lo status di standard internazionale alle tecnologie WiMAX collocandolo tra le tecnologie 3G.
Questa decisione potrebbe portare un nuovo interesse da parte di chi oggi non ritiene tali tecnologie un possibile nuovo business, infatti, l'importanza di questa decisione dell' ITU sta nell'autorevolezza riconosciuta a tale istituto e al fatto che spesso le sue indicazioni vengono prese quale riferimento internazionale. Ricollocando il punto di vista al panorama italiano, vi è da segnalare la recentissima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando di gara per l'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze WiMAX nella banda banda 3.4-3.6 GHz (banda 3.5 GHz).
Il termine ultimo per la presentazione delle domande resta al momento il giorno 3 dicembre. Un minimo di incertezza in merito a tale termine deriva dal ricorso presentato presso il TAR del Lazio da parte di MGM Productions Group: alla base di tale ricorso vi sarebbero alcune norme della gara WiMAX che, secondo MGM Productions Group, favorirebbe le gradi società di telecomunicazioni.
Se quanto fino ad ora scritto crea un certo alone di insicurezza attorno all'argomento WiMAX in chiave italiana, altre perplessità vengono segnalate dagli esperti del settore. Il più grosso dubbio è legato alla possibilità di utilizzare le tecnologie WiMAX per connessioni mobile, infatti, secondo alcuni esperti il particolare spetto dei 3,5GHz non sarebbe adatto a tale utilizzo.
A rendere ancor più difficili le cose sarebbe un dubbio di natura burocratica, infatti, l'implementazione di infrastrutture mobile non è autorizzata in modo esplicito. Per contro vengono palesate alcune condizioni, non meglio precisate, in cui potrebbero venir imposte restrizioni.
Non è da escludere che in futuro, magari in seguito a ulteriori accordi con il Ministero della Difesa, altre porzioni dello spettro di frequenza possano essere liberalizzate, magari proprio la porzione a ridosso dei 2,5GHz tanto ambita per il servizio WiMAX mobile. Le problematiche da risolvere e i dubbi da chiarire sono ancora parecchi ma a rendere il tutto particolarmente incerto è proprio la possibilità o meno di utilizzare il WiMAX per realizzare connessioni mobile: questo dettaglio non di poco conto potrebbe decretare l'interesse o l'indifferenza da parte degli operatori ma, soprattutto, avrebbe dirette ricadute sull'utenza finale italiana.
Il 3 dicembre non è una data tanto lontana ma l'intervallo di tempo disponibile consente sicuramente di risolvere e chiarire dubbi che, fino ad ora, sono stati superati con interpretazioni delle norme o restano irrisolti.