31/05/2006 ore 14:33
WAPI: la Cina accusa l'IEEE di cospirazione
Nel periodo a cavallo degli anni 2003 e 2004 si è più volte parlato dello standard di criptatura WAPI (Wireless And Privacy Infrastructure) introdotto dal governo cinese per le apparecchiature di networking wireless. Inizialmente la Cina aveva fissato nella data del 1 Giugno 2004 la scadenza entro la quale tutti i dispositivi Wi-Fi avrebbero dovuto ottenere la certificazione WAPI per poter continuare ad essere utilizzati ed importati nella Repubblica Popolare. Successivamente tale decisione fu revocata e la deadline fu posticipata a data da destinarsi, di fatto mai stabilita. Da allora il WAPI è lentamente calato nell'oblio.
Nel corso del passato mese di Marzo un gruppo di 22 compagnie Cinesi, tra cui Lenovo e le quattro principali aziende di telecomunicazioni del Paese, si è riunito per formare il BWIPS (Broadband Wireless Internet Protocol Standard Group) al fine rimettere in moto il progetto WAPI con ambizioni ben più grandi rispetto a quelle iniziali, ovvero la volontà di spingere la tecnologia WAPI come uno standard mondiale, e come tale riconosciuto dall'ISO, in grado di poter succedere alle attuali specifiche WiFi 802.11g sancite dall'IEEE (nstitute of Electrical and Electronics Engineers).
L'iniziativa è però stata stroncata sul nascere proprio dall'ISO che nello stesso mese ha rifiutato il protocollo presentato dal BWIPS con 8 voti a favore e ben 17 voti contrari. L'International Standard Organization ha invece deciso di accettare il protocollo IEEE 802.11i con 24 voti a favore e soli tre voti contrari.
Il gruppo a favore del WAPI ha però deciso di ricorrere in appello per quanto riguarda la decisione dell'ISO e, senza troppa diplomazia, ha accusato in un documento di 38 pagine l'IEEE di "cospirazioni", "attività non etiche" e "sciovinismo culturale". In altri termini il BWIPS è convinto che l'IEEE abbia condizionato in modo scorretto le decisioni dell'ISO.
Molte delle accuse riguardano procedure interne dell'ISO e sono quindi difficili da poter valutare. L'accusa che però fa un po' sorridere è quella di "sciovinismo culturale". L'IEEE avrebbe infatti dichiarato di avere avuto a disposizione una documentazione relativa alle specifiche WAPI "mal scritta, con ambiguità semantiche ed errori sintattici tali da rendere molto difficile la comprensione del documento e gli intenti del protocollo". Dichiarazione che in qualche modo avrebbe "offeso" il BWIPS.
Con lo standard 802.11i ormai recepito dall'ISO, il BWIPS non avrà certo strada facile nella ricerca dell'approvazione del WAPI ed è comunque possibile che tale standard venga messo in opera all'interno della Cina, con o senza il beneplacito dell'ISO.
Fonte: Arstechnica








