Wi-fi e connessioni mobile: sono realmente pericolose? 15/12/2006 ore 11:19

Wi-fi e connessioni mobile: sono realmente pericolose?

Autore: Fabio Boneschi Categoria: Mercato
La diffusione delle reti wi-fi ha coinciso con una serie di polemiche relative alla nocività di tali segnali radio. Le informazioni a riguardo, purtroppo, sono ancora discordanti

Fin dall'introduzione sul mercato dei primi dispositivi wi-fi un dubbio tormenta gran parte degli utilizzatori di tali tecnologie: quale impatto hanno le radiazioni sulla salute delle persone. In realtà di risposTe precise e circostanziate se ne trovano ben poche e, purtroppo, la certezza in merito alla nocività o meno dell'esposizione a tali segnali radio la si avrà solo a medio termine.

Recentemente un'università canadese ha annunciato l'intenzione di smanTellare la propria infrastruttura wi-fi poichè, pare, che alcune persone presentassero sintomi la cui causa era riconducibile alla wireless lan. Anche in Times di Londra si è recentemente occupato dell'argomento mentre Arstechnica.com offre una propria visione ragionata del problema e degli elementi oggettivi ad oggi disponibili.

L'articolo citato pone l'attenzione sugli scarsi elementi che permettono di ricondurre alle tecnologie wi-fi possibili malessere o ben definiti sintomi. Una citazione di tale articolo offre però maggior chiarezza e conferma un timido ottimismo: stando ai dati distribuiti dal British Health Protection Authority il segnale dei dispositivi wi-fi rappresenta una frazione rispetto alla radiazione dei comuni dispositivi di telefonia mobile.

Più in particolare il British Health Protection Authority afferma che da alcune misurazioni condotte all'interno di istituti scolastici la radiazione dei telefoni cellulari è pari al 50% del livello di guardia e i dati relativi al segnale wi-fi sono ancor più confortanti. Alla luce di tali elementi, sempre secondo Arstechinica.com ed in base agli elementi disponibili, il pericolo per la salute pubblica legato alle tecnologie wi-fi è da definirsi minimo.

Il realtà il Times, pur analizzando i medesimi dati esposti dalla nostra fonte, non è dello stesso avviso e utilizza toni più allarmistici. Le precedenti affermazioni sono da ritenersi valide prendendo quale riferimento i valori di emissione limite imposti dalla Federal Communications Commission a cui i vari costruttori devono attenersi.

La situazione non è certo semplice poichè pur condividendo le conclusioni raffcuranti di Arstechnica non possiamo fare a meno di guardare al futuro più prossimo in cui, ad esempio, secondo le migliori previsioni avremo una disponibilità pervasiva di connessione a banda larga. In tale scenario le tecnologie wi-fi sono solo una delle opzioni disponibili a cui si affiancano altre tipologie di segnale derivate dalla telefonia mobile. Proprio questo tipo di dispositivi, pur restando sotto il livello di guardia segnalato dal British Health Protection Authority, ha fatto segnalare i maggiori livelli di radiazione.

Questo cauto approccio al problema non può però prescindere da una considerazione pratica: ad oggi studi che confermano o smentiscono la dannosità di certe tecnologie non esistono e, forse, comportamenti troppo allarmistici non sono giustificati. In questo scenario di incertezza come sempre c'è chi cerca di raccogliere i maggiori profitti presentando ad esempio antenne wi-fi mimetizzate in altri elementi architettonici; in tal modo l'arredo urbano non viene deturpato e si evitano possibili contestazioni dall'opinione pubblica.

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